Quel matto di Matteo – di Andrea Lorusso

Da rottamatore a divenire un rottamato, il passo è davvero breve. E pare che il sindaco di Firenze in questa trappola ci stia cadendo davvero. Ma come, dopo avere per mesi ribadito la sua diversità, la sacralità dell’unzione popolare, l’impossibilità di essere guida d’un esecutivo che non sia espressione di un voto, sarebbe disposto ad accettare la nomina della cricca Napolitano&Co.?

Il mattatore della socialdemocrazia, l’uomo nuovo che doveva traghettare il Partito Democratico nel post comunismo, che accetta d’essere sotto lo schiaffo di un Alfano qualsiasi? Di sottostare ai diktat di Scelta civica? Di prendere ordini dal Presidente della Repubblica e con lui, l’Europa tutta? Lui che ha acquisito la maggioranza del partito, si metterebbe sotto lo scacco della minoranza a trazione Cuperlo?

Paradossalmente se ci dovesse essere un rimpasto, cambierebbe soltanto qualche faccia e l’arco temporale di codesto Parlamento. Spostare l’orizzonte al 2018 permetterebbe di metter mano con tutta calma alle riforme, ma è una utopia, una vana illusione! Se si dovesse registrare questo cambio di passo, verranno annacquate tutte le proposte sul tavolo ed il PD sparirà dalla cartina geografica dei partiti più forti.

Non comprenderei la follia di Renzi, di regalare ai suoi nemici interni ed esterni la sua fine, così, su un piatto d’argento. Di sicuro, gli unici che ci gioverebbero davvero sarebbero Forza Italia ed il Movimento 5 stelle.

Questo Paese sta coltivando la bizzarra anomalia di regalarci il terzo Presidente del Consiglio frutto di mediazioni e giochi di Palazzo, senza passar palla al sovrano del proprio destino parlamentare e governativo, il popolo. Se Letta ha fallito il suo mandato deve ridare la parola agli italiani, non possono decidere tra loro malattia e cura.

Twitter @andrewlorusso

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