Quei continui cambi di casacca in Parlamento – di Leonardo Cecca

Parliament of Italy

Sempre di più mi rendo conto che l’unico articolo della Costituzione che i nostri parlamentari conoscono, però solo superficialmente, sia l’art 67 il quale così recita: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato". Ormai con questa assenza di vincolo di mandato è un susseguirsi di cambi di poltrona da parte di moltissimi parlamentari, tanto che qualcuno sta studiando il sistema di dotare le poltrone di rotelle.  

Questi "signori onorevoli" passano ormai da un partito ad un altro, transitando per il gruppo misto, con la massima indifferenza, e non è raro che poi ritornino al partito di origine. Che risentano delle condizioni meteorologiche, del riscaldamento globale o forse, cosa più probabile e forse unica, del desiderio di tenere ben salda la poltrona con mire sempre più alte?

Un parlamentare, che assolutamente non disdegna l’appellativo di onorevole, ha già fatto ben 5 capovolte, non parlo di cambio di casacca perchè ormai i nostri "onorevoli", e non solo, hanno preso i palazzi istituzionali per un mercato ortofrutticolo e, pertanto, fanno sfoggio di abbigliamenti che solo qualche decennio fa sarebbero stati più che sufficienti per essere presi a calci nel sedere dai commessi. Speriamo che l’estate non sia troppo afosa altrimenti  qualche parlamentare e/o ministro andrà al lavoro in canottiera e bermuda.

A parte questo sconcio dell’abbigliamento, quello che è più immorale, oltre naturalmente alla cruda ignoranza di molti, sono tutti i giochetti per non mollare la poltrona: è vero che non è previsto il vincolo di mandato, ma è sottinteso il vincolo di moralità e di serietà. Questi personaggi, rappresentanti del popolo, dimenticano troppo spesso che sono stati eletti perchè in campagna elettorale, oltre a far parte di un partito, pur se sotto dettatura, hanno esposto dei programmi; se poi, per qualche ragione, cambiano programma, devono essere talmente onesti da dimettersi da parlamentare e non mettersi in mostra per dar vita al "mercato parlamentare", che spudoratamente si vuol far passare come "ripensamento". Che vergogna!

La  faccia di bronzo di costoro, però, è tale che, pur facendo da zerbino a chi comanda, nel partito e/o nel governo,  nel prospettare solo a parole cataclismi, continuano imperturbati a leccare la suola delle scarpe al "padrone" attuale o a quello individuato per un prossimo futuro.

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