Quasi la metà del cibo che mangiamo contiene residui di pesticidi

Residui di pesticidi sono presenti in quasi la metà del cibo consumato in Europa, ma soprattutto entro i limiti di legge e, probabilmente, non hanno nessun effetto sulla salute. A comunicarlo ufficialmente giovedì scorso l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Analizzando i dati dei test condotti nel 2013 per monitorare la presenza di 685 pesticidi su 81.000 campioni di frutta e verdura, prodotti alimentari trasformati e vini, l’EFSA ha concluso che il 45% del cibo europeo contiene residui di pesticidi. Solo l’1,5% dei campioni ha "manifestamente ecceduto i limiti di legge", ha detto l’EFSA, con una chiara differenziazione tra prodotti provenienti da paesi terzi, dove la percentuale era del 5,7% e quelli della UE, dove era pari al 1,4%.

La quota di prodotti che superano i limiti di legge sarebbe però in calo rispetto all’ultima misurazione effettuata dall’EFSA nel 2010. Per l’agenzia, è "improbabile che la presenza di residui di pesticidi negli alimenti abbia un effetto a lungo termine sulla salute dei consumatori".

Nel breve termine, il rischio per i cittadini europei di essere esposti a livelli nocivi di residui attraverso la dieta è considerato anch’esso "basso".

"Questa affermazione è chiaramente sbagliata e non scientifica", ha prontamente obiettato un comunicato della Ong PAN (Pesticide Action Network Europe). La ONG critica l’EFSA per non usare "buoni metodi per valutare la tossicità" dei pesticidi, in particolare gli effetti dell’esposizione cumulativa e duratura a queste sostanze, e denuncia che le soglie legali sono troppo alte. Al contrario la Crop Protection Association (ECPA), che rappresenta l’industria dei pesticidi, ha salutato con favore l’esito delle analisi dell’EFSA evidenziando che “la relazione conferma che il cibo in Europa è sicuro" e "riflette gli sforzi compiuti dagli agricoltori e l’industria".

Residui di più tipi di pesticidi erano presenti nel 27,3% dei campioni. Fragole, seguite da pesche, mele e lattuga presentano i maggiori residui. Le fragole e la lattuga in particolare, anche in violazione dei limiti di legge, con il 2,5% e il 2,3% dei campioni analizzati.

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