Quando il gioco d’azzardo ti distrugge la vita – di Franco Esposito

Un imprenditore ha perso tutto. Un milione e mezzo e anche l’amore della figlia. Uno studente si ritrova pieno di debiti, braccato dai creditori aguzzini e non sa più come uscirne. Migliaia i ragazzi a rischio, la ludopatia non distingue le persone per l’età che hanno e in quale città o paese d’Italia vivono. Il più giovane in cura dalla malattia ha quindici anni. Uomini e donne di tutte le età, fino ad ottantasei anni, malati di gioco. Divorati dal gioco d’azzardo, distrutti.

Una piaga italiana e forse ancora di più, una sciagura nazionale. Il Paese attraversato dalla ludopatia, autentico male sociale, ridotto in miseria. I più giovani cadono nella trappola, spesso dipendenti da gioco d’azzardo on line e slot machine. Il quadro è allarmante, la situazione al limite. Servizi sociali e case residenziali rischiano di scoppiare, c’è il pieno ovunque. La Toscana a mo’ d’esempio, ma i suoi drammatici numeri sono comunque simili, praticamente identici a quelli del resto d’Italia. Nella provincia di Firenze i malati di gioco sono per l’ottanta per cento degli uomini. Duemila le persone a rischio, 20mila in tutta la Toscana, dovendo però considerare che le ludopatie sono in aumento in tutta Italia.

Firenze corre ai ripari e qualcosa provano ad inventarsi i governanti di Palazzo Vecchio, che definire preoccupati significa voler usare il più tenero degli eufemismi. È annunciata come imminente un’ordinanza a tutela dei giovani: macchinette spente dalle 11 alle 16. Un’ordinanza, si sussurra, molto ben articolata, in grado di rendere il più semplice possibile l’applicazione delle sanzioni da migliaia di euro da parte della polizia municipale e delle altre forze dell’ordine. I tecnici del Comune contano di redigere il documento in modo da renderlo il meno attaccabile da probabili ricorsi al Tar da parte dei gestori delle attività dotate di slot machine, sale da gioco, sale scommesse, bar, esercizi pubblici e circoli privati, che dovranno rispettare i divieti degli orari di accensione. Vediamo se servirà a ridurre il pazzesco fenomeno che investe l’Italia intera.

I drammatici numeri relativi alle ludopatie arrivano sul tavolo di molti sindaci. Il problema è purtroppo nazionale, non toscano, laziale o campano. Dario Nardella, primo cittadino di Firenze, annuncia che firmerà l’ordinanza annunciata prima dell’inizio delle scuole. Firenze mira intanto alla tutela delle fasce più deboli esposte al pericolo grave della dipendenza dalle macchinette, con lo spegnimento delle micidiali slot machine in alcune ore della mattina e del pomeriggio. Analogo provvedimento è stato varato recentemente anche dai sindaci di Asti e Vercelli, pare con eccellenti risultati. I primi esiti vengono definiti buoni, addirittura incoraggianti. Il tentativo è di proteggere gli studenti. Firenze ci arriva dopo aver consultato le associazioni di categoria e di averne ascoltato le esigenze durante le riunioni congiunte. I rappresentanti degli esercizi pubblici hanno fornito indicazioni. Sindaco e consiglieri comunali le hanno recepite e fatto la loro scelta.

Studi recenti portano all’identificazione del profilo del giocatore d’azzardo. Un uomo solitamente disoccupato o con lavori precari, di media-bassa istruzione, età compresa da i trenta e i cinquant’anni. I minori posseduti dal demone del gioco sarebbero il cinque per cento del popolo dei ludopatici. Slot machine e video lottery i giochi che creano maggiore dipendenza. Gli ammalati trascorrono intere giornate con questi diabolici dispensatori di illusioni, miseria, disperazione. Un vortice dal quale appare impossibile uscire. E chi ha perso tutto, case, affetti, macchina, lavoro, decide di curarsi presso i servizi. La lotta si rivela spesso impari. I malati non riescono a liberarsi dalla ripetitività, ci ricascano sempre, anche quando non hanno più un euro.

La Toscana ha investito 60mila euro negli ultimi sei mesi nel contrasto al gioco d’azzardo. È una delle regioni all’avanguardia. La Regione Toscana, poi, sostiene i Sert e finanzia una casa residenziale a Siena. Quella che dovrebbe funzionare da oasi, dove i malati vanno a vivere giorno e notte, tentando di disintossicarsi con l’aiuto di medici e psicologi. Un ex imprenditore racconta, e le sue parole sono quelle che potrebbero usare migliaia e migliaia di persone rovinate dal gioco. “Giornate intere all’ippodromo, dove mi aggiravo come un fantasma. Non mi curavo più, barba e capelli lunghi, vestito sempre uguale. Non mi importava nulla, soltanto giocare e ancora giocare. Spendevo 1.500 euro al giorno. Ho perso tutto quello che avevo costruito nella vita. Anche gli affetti più cari”.

Oggi sta tentando di cambiare, all’interno del centro di Siena, protetto. Si sta disintossicando dal gioco a poco a poco. L’esigenza primaria è dimenticare il passato. “Quando sei dipendente dal gioco, non hai relazioni, la vita sociale non ha più senso”. E a tutti i giocatori d’azzardo d’Italia consiglia semplicemente: “Curatevi, finchè siete in tempo”.

La ludopatia è una trappola micidiale. Le persone in cura in Toscana, presso i servizi Asl, sono state 1.400 nel 2015, a fronte di 400 nel 2011. Firenze, allarmata, prevede di non fermarsi all’ordinanza a tutela delle fasce giovani. Starebbe pensando anche ad uno sgravio fiscale di 250 euro sulla Tari ai titolari di esercizi che sceglieranno di restituire la licenza di esercizio delle slot macchine nel proprio locale. Anche in questo senso Asti e Vercelli hanno anticipato tutti. Eccellenti i risultati.

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