Quando gli italiani all’estero avranno il coraggio di protestare? Bergamo sia di esempio – di Antonella Rebuzzi

Durante la visita del presidente del Consiglio Mario Monti a Bergamo, la mia città, ho potuto vedere con i miei occhi centinaia di persone in strada per manifestare in maniera pacifica contro l’attuale governo, considerato colpevole di aver saputo solo imporre nuove tasse, massacrando così la vita di famiglie e imprese. Famiglie che non ce la fanno più ad andare avanti, imprese spesso costrette a chiudere perchè stritolate dallo Stato.

Ho visto esprimere rabbia e frustrazione con striscioni e cartelli di protesta, ho sentito urlare slogan contro il sistema, ho assistito alla sfilata di un lungo corteo di cittadini esasperati, di pensionati nonni e di lavoratrici madri coi loro bambini, colorato e chiassoso, ma non c’è stata alcuna violenza.

Scrivo questo perchè sento il desiderio di trasmettere le emozioni che ho provato a chi mi segue, in particolare ai tanti italiani all’estero con cui sono in contatto ogni giorno, per fare capire loro che protestare è giusto e si può e si deve fare, e che per farlo non è necessario usare la violenza. Perchè chi è violento passa inevitabilmente dalla parte del torto.

Invece esprimere il proprio dissenso in maniera civile, partecipando anche attraverso i media e il web, è qualcosa che nessuno ci può togliere e che può darci la forza di essere uniti e di combattere contro tutto ciò che non funziona.

Guardando quelle persone a Bergamo mi sono davvero resa conto dei tanti italiani che hanno ancora voglia di cambiare il nostro Paese e di quanto la democrazia e la libertà siano la vera forza di un popolo: la classe dirigente ha il dovere di ascoltare e di cambiare, se non vuole essere travolta dalle conseguenze inevitabili di decisioni sbagliate, che gravano sempre sugli onesti e continuano e esonerare i furbi.

La mia è una testimonianza diretta, ho visto con i miei occhi il coraggio e la caparbietà di chi è pronto a scendere in piazza per difendere i propri diritti. Si dovrebbe prenderne esempio, e fare arrivare queste forme di protesta fino a Roma e ancor più giù, al Sud, dove troppo spesso si vive un sentimento di rassegnazione. Proteste che sarebbe bene giungessero anche dagli italiani nel mondo: abbiamo visto come il governo Monti li abbia sacrificati fino adesso, soprattutto con l’ingiustizia dell’Imu.

Arriverà il giorno in cui anche gli italiani nel mondo, privi di rappresentanti capaci di farsi sentire, si organizzeranno per conto proprio e avranno la forza di alzare la testa contro Roma e i suoi Palazzi? Me lo auguro di cuore.

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