Ma quali veleni di Putin, questa vicenda puzza

Mi sembra sempre di più una montatura politica della Gran Bretagna e degli USA che devono assolutamente marcare la distanza da Putin per il “Russiagate”. Non sarebbe certo la prima volta che all’opinione pubblica mondiale vengano raccontate frottole colossali

E’ in corso una guerra diplomatica per la condanna della Russia sulla scena mondiale, “colpevole” di aver cercato di assassinare una sua ex spia che da 10 anni aveva trovato un tranquillo e noto rifugio in Inghilterra dopo aver fatto per anni il doppio gioco.

In realtà nessuno è riuscito ancora a capire e spiegare perché Putin dovrebbe essere il mandante di un tentativo di omicidio inutile e perché –soprattutto – i russi sarebbero stati così stupidi da usare proprio in Gran Bretagna (vedi i precedenti) un veleno prodotto in URSS 40 anni fa e i cui inventori sono da anni stati accolti e ospitati in Occidente.

Nessuna logica, nessun vantaggio per la Russia. Eppure Gran Bretagna, USA, NATO, Europa… tutti si sono messi ad espellere diplomatici russi “colpevoli”, ma senza fornire lo straccio di una prova. Anzi, giorno dopo giorno emergono sempre più dubbi sulle ricostruzioni iniziali fornite dal governo britannico.

Questa vicenda puzza e mi sembra sempre di più una montatura politica della Gran Bretagna e degli USA che devono assolutamente marcare la distanza da Putin per il “Russiagate”.

Non sarebbe certo la prima volta che all’opinione pubblica mondiale vengano raccontate frottole colossali. Vogliamo ricordare le presunte (ma inesistenti) armi di distruzione di massa imputate a Saddam Hussein in IRAQ e addirittura i veleni mostrati in provetta all’ONU? Prove totalmente false, ma poi guerra vera.

Oppure le “prove incontrovertibili” del 2013, secondo cui Assad in Siria aveva sterminato col gas 1300 civili, fra cui molti bambini? Emerse poi come molto probabilmente fossero stati i ribelli e non Assad ad usare il gas per provocare l’intervento della Nato. Oppure, sempre in Siria, l’anno scorso il Dipartimento di Stato denunciò l’esistenza di un forno crematorio in cui venivano bruciati i ribelli, rivelazione che indignò giustamente il mondo, ma che venne smentita dopo un paio di settimane dallo stesso governo americano.