Province, verso l’abolizione? – di Primo Mastrantoni

Si va verso l’abolizione delle Province? Sembra proprio di sì o, almeno, si va verso una loro riduzione. La inutilità delle Province e’ stata da noi più volte denunciata, ma negli ultimi anni –  invece di ridurle – si e’ assistito ad un vero e proprio boom di nuove istituzioni, fino ad arrivare al caso eclatante della regione Sardegna che ne aveva ben otto; meno male che un recente referendum abrogativo ne ha abolite quattro.

Ora anche l’Unione delle Province d’Italia (UPI), rivendica la sua proposta di riduzione delle Province, l’istituzione delle Città Metropolitane e la riorganizzazione degli uffici dello Stato. Risparmio: 5 miliardi. Prendiamo atto, anche se ricordiamo che fino a qualche tempo fa l’UPI era fermamente schierata al mantenimento dello status quo e solo la rivolta dei cittadini l’ha indotta a fare una parziale marcia indietro, segno che questa classe dirigente politica (definizione UPI) si muove solo se "sollecitata". 

Quel che e’ interessante del paginone a pagamento, pubblicato sui maggiori quotidiani italiani, ad opera dell’UPI, e’ la denuncia degli sprechi di 3.127 enti regionali, provinciali e comunali. Sigle "spesso create dal nulla per spartire poltrone e gestire potere" che costano 7 miliardi l’anno, di cui 2,5 per i consigli di amministrazione. Parole esemplari, alle quali dovrebbe far riscontro una azione per eliminare questi enti inutili, ad iniziare da quelli provinciali. Noi questa battaglia la stiamo sostenendo da anni, vedremo se alle parole corrisponderanno i fatti.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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