Province, quanto si risparmia? – di Marco Zacchera

Monti ha deciso: “taglio” di circa metà delle province italiane e potete immaginarvi come io ne sia contento come sindaco di Verbania e soprattutto dopo aver lottato per decenni e con passione per ottenerla, giusto 20 anni fa.  La cosa che soprattutto non capisco – e che mi pare di assoluta demagogia – è che nessuno ancora ha presentato e quantificato un minimo conto di quali e quanti saranno i presunti risparmi di questa operazione (come di altre).  

Se i dipendenti oggi provinciali sono “sindacalmente” intoccabili rischiano di andare ad intasare altri enti, ma comunque il risparmio dei loro stipendi non ci sarà. Quello che era poi di competenza delle vecchie province per le opere pubbliche (scuole, strade) qualcuno dovrà pur continuare a farlo e quindi – visto che si tratta appunto di lavori pubblici, manutenzioni e asfalti – anche qui risparmio non ce ne sarà. Ma allora che cosa si “taglia”? Il compenso dei presidenti, assessori e consiglieri provinciali? Ma quanto incidono realmente queste voci? Si proponga di fare questi incarichi gratis o con solo un minimo rimborso spese, togliamo l’auto al presidente, ma stiamo comunque parlando di minuzie (un consigliere provinciale a Verbania guadagna a stento 100 – cento ! – euro al mese). Ma chiudendo la provincia e gli uffici decentrati quanti servizi in meno avranno i cittadini? Quante decine di chilometri dovranno fare in più per raggiungere una struttura pubblica?  Insomma: il gioco vale la candela e – se sì – QUANTO vale? Distruggere enti locali democraticamente eletti senza avere minimamente un’idea di queste questioni mi sembra un pochettino assurdo.

Se poi il problema è definire nuove province dal punto di vista territoriale credo che la cosa migliore sarebbe farlo per funzioni ed aree omogenee. Sarò “oscurantista”  ma se fossero confermati i parametri che si ipotizzano ovvero che per avere una provincia occorrono numero di comuni e un territorio di 3.000 km quadrati (il numero di comuni c’è, mancherebbero circa 600 kmq) allora non sarebbe più logico unire Vercelli e Novara da una parte ma avere autonomo “tutto” il Verbano Cusio Ossola, ovvero riunendo quelle parti che rimasero a Novara nel 1992? Avremmo finalmente una provincia “turistica” con lo stesso bacino per rifiuti ed acque, con lo stesso tribunale, la stessa ASL (che diventa a rischio sparizione se saremo assorbiti da Novara, chissà se qualcuno ci pensa…). Non capisco che logica ci sia ad unire Verbania con Biella anziché mettere insieme aree vicine ed obiettivamente omogenee.

*già deputato PdL, sindaco di Verbania

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