Primarie PdL, Proto indagato per truffa e aggiotaggio

Prima e’ salito alla ribalta come uno dei personaggi nuovi della finanza italiana, che sembrava puntare anche all’ingresso nel cosiddetto ‘salotto buono’ di Rcs. Poi e’ arrivato l’annuncio, nei giorni scorsi, della sua candidatura alle primarie del Pdl, con una precisazione pero’: ‘L’unico leader del partito rimane Silvio Berlusconi’.

Ora per il giovane trader Alessandro Proto arriva la prima ‘tegola’ giudiziaria: il finanziere e’ indagato, infatti, per truffa e aggiotaggio dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta del pm Isidoro Palma che sta portando avanti accertamenti su tre ‘fronti’: sulle comunicazioni al mercato della sua Proto Consulting, su alcune operazioni immobiliari da lui effettuate e sull’attivita’ di un fondo a lui riconducibile.

Proto – che ieri, tra l’altro, ha fatto sapere di aver gia’ raccolto le 10 mila firme necessarie per partecipare alle primarie – deve rispondere di aggiotaggio per una serie di comunicazioni al mercato che, secondo gli inquirenti, non sarebbero state trasparenti. Mentre l’accusa di truffa, da quanto si e’ saputo, riguarda alcune operazioni immobiliari portate avanti dal finanziere e anche l’attivita’ del fondo ‘salva-imprese’ Caronte, da lui lanciato nel 2010. Secondo quanto si e’ appreso, inoltre, gli inquirenti starebbero valutando anche ipotesi di bancarotta all’interno della stessa inchiesta sulla ‘galassia’ societaria di Proto.

‘Non mi faro’ intimidire – ha reagito il finanziere, che non ha ricevuto al momento informazioni di garanzia – da accuse infondate e calunniose e proseguiro’ sulla mia strada, certo di avere le capacita’ per proseguire e che a quanto pare fanno gia’ paura a qualcuno’. E ha aggiunto: ‘Non ho neanche fatto in tempo a ufficializzare la mia candidatura nel Pdl che gia’ arrivano notizie false, infondate e diffamatorie’.

In particolare, gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza sulle attivita’ del trader e soprattutto su alcune comunicazioni al mercato in relazione a societa’ quotate. In alcune note, infatti, secondo gli inquirenti, Proto avrebbe riportato solo ‘mezze verita” o comunque informazioni non precise e fuorvianti. Proto era balzato alle cronache finanziarie proprio per alcune comunicazioni sul possesso di quote o l’interesse ad acquisire quote in primarie societa’ quotate, come Mps, Unicredit, Fondiaria Sai. Le dichiarazioni che hanno fatto piu’ clamore sono state pero’ quelle sul possesso di una partecipazione di Rcs MediaGroup, l’editore del Corriere della Sera: in una comunicazione alla Consob effettuata agli inizi di ottobre Proto risulta il presidente di un patto di sindacato con il 2,77% del capitale Rcs, partecipato da quattro misteriosi investitori esteri. La Commissione di Borsa, dopo essersi rivolta invano all’immobiliarista, ha chiarito poi nelle scorse settimane che non sono stati reperiti elementi in grado di attestare la veridicita’ di quanto comunicato. E al centro dell’inchiesta ci sono, da quanto si e’ saputo, proprio le comunicazioni da lui inoltrate al mercato sulle offerte per l’acquisto di partecipazioni in Unicredit, Rcs, Mediobanca e Fiat, oltre che di quote in Mps. Secondo i pm, le proposte di acquisto di quote e di partecipazioni sono state effettivamente avanzate, ma poi non e’ stato comunicato al mercato che le stesse offerte non erano andate a buon fine.

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