Primarie PdL, ecco perché voterò Alfano – di Marco Zacchera

(RAVAGLI)- ROMA 25 LUGLIO 2012 CONFERENZA STAMPA DEL POPOLO DELL LIBERTA SUL PRESIDENZIALISMO NELLA FOTO ANGELINO ALFANO FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} **PAROLE CHIAVE** ANGELINO ALFANO POLITICA POPOLO LIBERTA PRESIDENZIALISMO SEMI PRESIDENZIALISMO pDL

Dopo mesi di interminabili discussioni, finalmente iscritti, elettori e simpatizzanti del PDL e del centro-destra saranno chiamati domenica 16 dicembre a votare per le primarie, un voto per definire il potenziale candidato premier e comunque chi guiderà il partito in vista delle elezioni. Un appuntamento importante purtroppo preparato male, di fretta, con regole e candidati ancora da definire, rischiando così di sciupare una grande occasione di democrazia e verifica interna. Una splendida occasione di rilancio organizzativo e politico (il PD è stato capace di mascherare la sua crisi strutturale con il duello Renzi-Bersani, che comunque ha portato attenzione sul partito mobilitando volontari e opinione pubblica) rischia nel centro-destra di  frammentarsi tra troppi candidati, solo alcuni dei quali sono persone serie e coerenti e che in passato hanno dimostrato capacità, impegno e spirito di militanza.

Nelle prossime ore credo che alcuni candidati verranno cancellati o si auto-ritireranno (per fortuna!) dopo aver goduto di un po’ di scontata e gratuita attenzione dei media, ma il PDL deve comunque trovare nell’appuntamento del 16 dicembre la possibilità del suo rilancio soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche, con la speranza che Berlusconi dimostri senso di responsabilità e non boicotti questo appuntamento.

E’ ancora presto per capire quali saranno i candidati “veri” ma ad oggi voterei per Angelino Alfano pur esprimendo apprezzamento per alcuni degli altri candidati come Guido Crosetto, deputato piemontese che da tempo è critico con il governo Monti, Alessandro Cattaneo, il mio amico giovane e bravo sindaco di Pavia o Giorgia Meloni, l’ex ministro della gioventù che ha un passato come valida responsabile dei giovani di AN e a cui mi lega una comune esperienza politica. 

Non entro nel merito delle loro capacità che sono indubbie e della loro personale integrità e valore, ma mi auguro che qualcuno di loro alla fine converga proprio su Alfano perchè il mio è un ragionamento semplice, che trascende le “primarie” per puntare al traguardo elettorale (ed è un parere disinteressato visto che NON sarò candidato…).

A marzo il PDL (o quello che ne resterà) dovrà opporsi alla probabile – ma non ancora scontata – vittoria della sinistra: per limitare i danni occorre al PDL e a tutto il centro-destra un leader conosciuto e credibile. Se Berlusconi avesse capito prima la necessità di farsi da parte, in questi mesi una leadership del PDL avrebbe potuto crescere e consolidarsi nel partito, con un dibattito e un confronto approfondito e serio, ma oggi restano solo poche settimane prima del voto e non possiamo che approfittare delle “primarie” per dare forza a un leader. Secondo me anche per il livello di sua conoscenza nell’opinione pubblica l’unico che oggi può avere queste caratteristiche è proprio Alfano.

Credo che il torto di Alfano sia di non aver avuto fino a ieri il coraggio, la voglia, la forza di dire “stop” a Berlusconi ed uscire prima dal suo cono d’ombra, facendo valere le sue doti e la possibilità di legittimare la sua segreteria (voluta da tutti all’unanimità nel luglio dell’anno scorso, non dimentichiamolo!). Ora che Alfano questo coraggio l’ha finalmente trovato va aiutato a consolidarsi e sarebbe sciocco suicidare politicamente l’unica persona che può rappresentare con una immagine comunque rinnovata il PDL guidandolo alle elezioni, ma che per farlo al meglio deve avere una sua forza e credibilità interna al partito con una maggioranza di consensi “popolari” che lo sottoponga al minimo possibile di pressioni e ricatti.

Per questo mi auguro che si converga su di lui e – dopo le elezioni – si riesca ad organizzare una opposizione ben strutturata (se perderemo) o una alleanza di governo con i moderati ma anche con la Lega Nord , forze senza le quali non si può pensare di avere una maggioranza. Perchè – come ha ricordato anche Napolitano – i “tecnici” non sono eterni e la nostra Italia ha bisogno di una “Politica” seria e responsabilizzata che si assuma l’onere della guida del Paese.

*già deputato PdL, sindaco di Verbania

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