Presidenziali Usa, Trump all’attacco di Clinton per lo scandalo delle email

Il candidato repubblicano alla presidenza Usa, Donald Trump, ha suggerito ieri che il presidente Barack Obama possa aver influenzato la decisione dell’Fbi di non raccomandare alcuna incriminazione ai danni della democratica Hillary Clinton, pur avendo dimostrato le sue colpe e bugie nell’ambito dello scandalo sulle email del dipartimento di Stato.

Intervistato dal giornalista di Fox News Bill O’ Reilly, ieri Trump ha sottolineato come l’audizione pubblica del direttore dell’Fbi James Comey sul cosiddetto "Mail gate", culmine di anni di indagini da parte dell’agenzia federale, sia stata oggetto di gravi pressioni indirette: proprio all’indomani dell’audizione (oggi, ndr) Clinton e il presidente Obama inaugureranno infatti una settimana di campagna elettorale congiunta che li vedra’ viaggiare per tutto il paese a bordo dell’Air Force One presidenziale.

Se Comey avesse raccomandato l’incriminazione di Clinton, ha sottolineato Trump, Obama si sarebbe trovato a viaggiare e sostenere politicamente una imputata. Trump si e’ trattenuto dall’accusare apertamente Obama d’aver influenzato il caso, e ha ribadito il suo rispetto per l’Fbi, ma ha sottolineato: "La tempistica e’ assai sospetta. Vedo Comey parlare, e poche ore prima c’e’ stato questo discorso in North Carolina (con cui Obama ha annunciato la partecipazione diretta alla campagna di Clinton, ndr). Nel corso di un successivo comizio a Raleigh, proprio in North Carolina, Trump e’ anche tornato a stigmatizzare i contatti tra il marito di Hillary Clinton, l’ex presidente Bill, e la procuratrice generale Loretta Lynch, accusando i coniugi Clinton di aver provato a "corrompere" la responsabile del dipartimento di Giustizia; il Repubblicano ha citato dichiarazioni non confermate di Clinton secondo cui quest’ultima si sarebbe impegnata a confermare il ruolo di Lynch in caso di vittoria alle elezioni presidenziali.

"Non credete che sia una sorta di corruzione? Credo sia corruzione", ha accusato Trump, che invece non ha escluso di sostituire Lynch in caso di vittoria alle elezioni presidenziali.

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