Porno, addio a Schicchi: re della trasgressione – di Andrea Verde

Alla fine il diabete ha avuto ragione di lui. Quasi cieco, dopo una lotta finale di diversi mesi, e accompagnato da Eva Henger, la sua ex moglie, madre dei suoi due figli, Riccardino, 17 anni e Mercedes, 21 anni, Riccardo Schicchi si è spento domenica pomeriggio all’ospedale San Pietro del Fatebenefratelli di Roma, aveva sessant’anni.

Fu un’icona della trasgressione. Fotografo di successo, svoltò grazie all’incontro con Ilona Staller, in arte Cicciolina. Erano i mitici anni settanta: l’Italia era attraversata dai venti della rivolta giovanile del maggio francese. “Fate l’amore, non la guerra” era il motto di quella generazione. Con Cicciolina, Riccardo animò una trasmissione notturna su Radio Luna (voulez vous coucher avec moi?) in cui si parlava di sesso, argomento tabù allora. Seguì l’approdo in televisione. Conobbe Nicolino Matera, già impresario di Claudio Villa, e debuttò nel mondo del porno.

Nel frattempo a Cicciolina si erano affiancate Moana Pozzi, Mercedes Ambrus, Luana Borgia, Vampirella, Malù, Ramba e Marina Frajese. Furono gli anni d’oro della pornografia italiana che soppiantò la scuola francese diventata celebre grazie ai film di Burd Trambaree, José Benazeraf, Gerard Kikoine e le interpretazioni di Gabriel Pontello, il celebre Supersex de “Le Ore”, Brigitte Lahaie, Alban Ceray, Denise Lascene, Dominique Troyes la celebre Platinette del già citato foto-romanzo delle “Ore”.

Schicchi considerava il suo lavoro come una missione. Di idee radicali, lottava per una piena libertà dei costumi. Libertino incallito, sosteneva che non ci fosse nulla di più noioso della fedeltà coniugale. Gestì in maniera pessima il suo patrimonio finanziario: non era tagliato per gli affari e si era ridotto quasi in miseria. Negli ultimi anni dovette combattere con la malattia che non gli diede tregua fino alla fine.

Subì attentati, processi, ricevette innumerevoli minacce di morte ma non si perse mai d’animo. Più che un regista o un produttore di film pornografici, Riccardo Schicchi fu un comunicatore: per questo aderì al Partito Radicale di Marco Pannella a cui propose la candidatura al Parlamento di Ilona Staller come segnale preciso contro l’Italia bacchettona dalla doppia morale. Nel 1990 fondò il partito dell’amore ma non ebbe molto successo nonostante la capolista fosse Moana Pozzi che ottenne un discreto numero di preferenze personali.

Rocco Siffredi, star del porno italiano conosciuta a livello internazionale, lo piange ed ha dichiarato che per lui Schicchi fu come un padre: fu proprio lui, insieme a Pontello, a scoprire il talento di quel ragazzo abruzzese nel club scambista parigino “Adam’s club”, in cui Rocco si recava ogni notte, una volta terminato il lavoro di cameriere nel ristorante di famiglia. L’incontro con Schicchi e Pontello rappresentò la svolta della vita per Rocco Siffredi che è oggi considerato come l’attore più prestante al mondo, lo “stallone italiano”, il re del porno, l’uomo oggetto del desiderio di moltissime donne.

Di Schicchi resteranno anche le sue donne, Eva Henger su tutte: nata come pornostar, si è poi inserita con un discreto successo nel difficile mondo dello spettacolo.

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