Pompei, gli USA vogliono il bis – di Roberto Zanni

C’era già stato negli Stati Uniti, dal 2013 al 2015. ‘Pompeii. The Exhibition’ si era tramutato in successo. Da Philadelphia a Los Angeles, a Seattle, la storia incredibile della città sepolta sotto la lava nel 79 dopo Cristo, per l’eruzione del Vesuvio, ceneri e lapilli alti oltre sei metri. Poi gli scavi della città iniziati nel 1748 per riscoprire quello che poi è diventato il secondo monumento italiano più visitato dopo il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino. Ma Pompei si è trasformata anche in un ‘made in Italy’ da esportare.

Nei quasi due anni della mostra itinerante negli Stati Uniti, Pompei aveva catturato l’attenzione dello spettatore statunitense. Anche perchè accanto a quello che è oggi Pompei, c’era quello che era stato. La ricostruzione dell’eruzione del Vesuvio che il visitatore poteva percepire entrando nelle sale della esposizione italiana. Una mostra che portava con sè anche il fascino di Hollywood, un po’ di cinema non guasta mai. Al punto che dopo la prima visita in territorio statunitense, ce ne sarà un’altra, a grande richiesta.

Infatti il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), continuando nella sua politica di ‘internazionalizzazione’ della propria offerta culturale, ha siglato un accordo con la Exhibitions International per portare Pompei nuovamente negli States. Si tratterà di un tour che prenderà il via il prossimo novembre per poi concludersi a maggio 2018. Tre le tappe previste Kansas City, al Union Station, quindi Phoenix e Tampa in Florida, dove si concluderà la seconda edizione del tour.

Tra il 2013 e il 2015 i visitatori a Philadelphia furono 204.401, poi a Los Angeles 298.830 e infine a Seattle 180.340, quasi 700.000 presenze che hanno spinto gli americani a rivolere Pompei. Questa volta non più grandi aree metropolitane, ma città più piccole, o comunque lontane dai grandi centri statunitensi, una maniera per allargare la audience, per far conoscere a tutti uno dei grandi siti archeologici italiani. Ma non si tratterà di una ripetizione di quanto mostrato tra il 2013 e il 2015, ci saranno delle novità: verrà infatti mostrato, per la prima volta, un importantissimo complesso di affreschi e sculture scoperti nella Domus Ciatrista che è una delle più complesse ville pompeiane.

E l’interesse americano, ma non solo, si addentrerà in questa ‘news’ che verrà portata negli USA, con una storia che risale al 1853, quando per la prima volta fu scoperta la statua di ‘Apollo con cetra’. Da qui il nome ‘citarista’. La ‘domus’ poi era la residenza di una delle famiglie più celebri e antiche di Pompei, i Popidii e in quella casa sono stati poi ritrovati grandi quadri, arredo scultoreo in bronzo e marmo, poi ancora un ricco arredo da giardino che ne ha confermato la status sociale.

E con questa aggiunta Pompei si appresta nuovamente a partire per gli Stati Uniti, anche se l’aspetto più emozionante, quello che ha conquistato gli americani è stato il poter rivivere, grazie alle tecnologie di oggi, quello che accadde quel giorno del 79 dopo Cristo. Ma oltre ad avvertire le vibrazioni, tragiche, del Vesuvio, il visitatore, potrà inoltrarsi in quella che era la vita di Pompei, quasi duemila anni fa. Il mercato, il tempio, il teatro, l’anfiteatro che poteva contenere 20.000 persone, come una magia si potrà avere l’impressione di ritrovarsi in quella epoca così lontana. Ecco che la storia, unita ai preziosi oggetti che fanno parte della inestimabile collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, prestati per l’occasione e a una scenografia unica, renderanno questo nuovo tour di Pompei negli Stati Uniti un altro appuntamento da non perdere.

"Questa mostra – ha raccontato Jeffrey Rudolph, presidente del California Science Center – rappresenta uno sguardo straordinario alla città di Pompei, tesori archeologici che raramente lasciano l’Italia e con le intuizioni e le scoperte presentate in questa mostra itinerante, rese possibili da strumenti scientifici, archeologici e geologici, permettono al visitatore di viaggiare attraverso il tempo e di ottenere una più profonda comprensione e una connessione umana con questa antica cultura e la sua gente". Una risposta efficace alla grande richiesta che arriva da tutto il mondo, e in particolare dagli Stati Uniti, sempre molto attenti nel cercare nuovi orizzonti storici, di conoscere quella che era la vita quotidiana di Pompei, un città che porta con sé un fascino unico e che la mostra in partenza per l’America, come successo con la precedente, non farà altro che incrementare.

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