Politici e comunicazione, parlare a braccio è meglio

Qualche giorno fa vi ho confidato il mio stupore: abbiamo infatti assistito al deludente spettacolo di Giuseppe Conte intento a leggere i fogli scritti in precedenza…

“All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle”. (Avvocato Azzeccagarbugli a Renzo, I Promessi Sposi)

“Sii breve, che un discorso lungo non può mai dar piacere”. (Miguel De Cervantes)

“Gli uomini di governo parlano in modo sgomentante. Ma anche all’opposizione non c’è da stare allegri: quando si arriva alla sintassi sono guai”.

(Vittorio Gassman)

“Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole”. (Philip K. Dick, scrittore statunitense)

I POLITICI POCO ELOQUENTI

Scommetto che i politici, scarsamente eloquenti, non si impegneranno granché per riuscire a parlare in pubblico senza bisogno di leggere un testo scritto. Qualche giorno fa vi ho confidato il mio stupore: abbiamo infatti assistito al deludente spettacolo di Giuseppe Conte intento a leggere (per di più impigliandosi in qualche parola e in altri lapsus) i fogli scritti in precedenza, forse da lui, forse no.

MA CONTE NON È UN GRAN GIURISTA?

Ma come? Un professore di università, un ottimo – così mi dicono anche amici stimati – avvocato? Confido che il premier Conte, dopo aver superato le emozioni e le esitazioni del debutto, riesca a parlare “a braccio” in modo persuasivo.

NON È SOLO LA VOCE DI DI MAIO E SALVINI

Sono certo che ne sia capace. Anche per allontanare il legittimo sospetto che esegua alla lettera i comandamenti di Luigi Di Maio e Matteo Salvini (cosa che da parte mia non credo, approfondiremo un’altra volta).

5STELLE E LEGA SANNO PARLARE, ECCOME

Per di più, gli esponenti più popolari di 5Stelle e Lega – Di Maio, Di Battista e Salvini, per non parlare di Beppe Grillo, professionista del palcoscenico – sono maestri, e piacciono, nel parlare e improvvisare, senza documenti scritti.

GIORGIA MELONI E MARIASTELLA GELMINI

Sono rimasto sconcertato anche di fronte a Giorgia Meloni e Mariastella Gelmini (le stimo e hanno esperienza), che leggevano il compito preparato a casa. Mah! Non si esige l’eloquenza di Winston Churchill, ma un po’ di disinvoltura sì.

INFINE UN RAGIONEVOLE SOSPETTO

Infine, esiste un diffuso sospetto che molti politici (non solo leader e ministri, ma anche sindaci, assessori…) scrivano di proposito discorsi astrusi, complicati. E perché? Perché è stato accertato dai sondaggi che neanche il 30 per cento degli italiani capisce cosa dicono i politici. È il vecchio trucco dell’Azzeccagarbugli manzoniano. Se non ti capiscono, è più facile farla franca.