Politiche agricole, ci vuole il ministro! – di Emanuele Esposito

 Nel totoministri stupisce l’assenza della carica di ministro dell’Agricoltura. Le voci sono infondate, ma le preoccupazioni sono comunque alte. È un ministero importantissimo per l’Italia, ricordo che il settore agricolo da solo vale 5,5 miliardi di euro e il nuovo Presidente del Consiglio non può far finta di nulla, è vero anche che i precedenti ministri (Zaia, Galan, Romano) hanno fatto ben poco per il settore, creando più confusione che altro.

 Leggo con certa apprensione e attenzione le notizie che giungono da palazzo Grazioli, sento fare nomi per tutti i ministeri ma non per quello delle Politiche Agricole. Anche Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copagri sono preoccupate per la mancanza di una nomina, Monti infatti da quello che si dice nell’ambiente vorrebbe incorporare il dicastero con quello dello Sviluppo e nominare solo un sottosegretario. Il sottogretariato secondo me pare insufficiente, l’Italia già deve affrontare una difficile partita sulla Pac 2014-2020, che penalizzerà notevolmente il comparto agricolo Italiano, infatti i tre moschettieri che sono preceduti al dicastero agricolo non sono stati capaci di difendere gli interessi del Paese, ma solo di buttar via soldi a raffica per manifestazioni di poco conto e regalare fondi a regioni amiche.

 Mi auguro che queste siano solo delle voci, infondate, e che Monti nomini una persona seria e competente. Il tempo dei giochi al Monopoli è finito, ora o so si fa sul serio o davvero siamo alla mercé dei mercati internazionali.

 Il neo ministro deve occuparsi di pochi punti, Pac, aziende agricole per i giovani, ridurre la spesa del dicastero, eliminare tutti gli enti inutili a partire da BUONITALIA e creare un organo unico che comprenda tutte le associazioni del settore per il rilancio sia dei nostri prodotti e sia nella promozione dei nostri territori. Spero che Monti non ceda al ricatto dei poteri forti, lui è chiamato a cambiare le sorti del Paese; se non nominerà il ministro, sarà la fine della nostra patria agricola.

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