Pm Trani accusa Moody’s: report suggestivi, creò allarme

Una ‘scelta mirata nei tempi’ del report, diffuso in mattinata a mercati aperti, con tecniche argomentative ‘suggestive, cosi’ da fornire ‘intenzionalmente ai mercati finanziari informazioni tendenziose, distorte (e come tali anche falsate) sull’affidabilita’ del sistema bancario italiano’. La procura di Trani ha chiuso il filone di indagini sulle agenzie di Rating che riguarda Moody’s, diverso a quello gia’ definito nei confronti di Standard & Poor’s. Il Pm Michele Ruggiero ha cosi’ firmato l’atto con il quale ipotizza i reati di ‘aggiotaggio e manipolazione del mercato pluriaggravati’ per il vice presidente e ‘senior analyst’ dell’Agenzia, Ross Abertcomby, e per il direttore finanziario Johannes Wassemberg, accusandoli di aver intenzionalmente creato accostamenti con il rischio Grecia e di aver cosi’ deprezzato il valore dei titoli bancari italiani. ‘Vanno applicate sanzioni penali adeguate’ affermano i presidenti delle due associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, dalla cui denuncia e’ nata l’inchiesta, che parlano di danni per 120 miliardi di euro stimati dalla Corte dei Conti per gli effetti dei report delle ‘tre sorelle del rating’. 

L’annuncio e il report di Moody’s, ricostruisce il magistrato, venne diffuso ‘in piena mattinata a mercati aperti (verso le ore 10.04 del 6 maggio 2010) sul tema ‘Valutazione di Moody’s del rischio di contagio sovrano a specifici sistemi bancari’. L’analisi suggeriva ‘intenzionalmente’ – e’ scritto nell’atto – ‘con un ambiguo e tendenzioso artificio argomentativo, una relazione tra il ‘rischio Grecia’ e la ‘rischiosita’ delle banche italiane’ paventando un rischio contagio: ‘relazione e rischiosa’ in realta’ a quella data inesistenti e tuttavia, proprio in diretta conseguenza di quell’annuncio, percepite come realmente esistenti’. Per criticare i contenuti del report, il Pm indica anche i dati sull’esposizione bancaria italiana rispetto alla Grecia (pari all’1,2%), piu’ bassa di quella di altri Paesi (6% banche portoghesi, 2,9% le francesi, 1,4% le tedesche).

Il magistrato di Trani ritiene che siano state violate norme del regolamento europeo sull’attivita’ di rating, che impongono trasparenza, correttezza, completezza e qualita’ adeguata’, attraverso ‘artifici informativi’.

L’indice viene puntato in particolare per la ‘scelta mirata dei tempi della comunicazione, operata a mercati aperti e a contrattazioni in pieno svolgimenti; nell’utilizzo di uno strumento informativo scarno ed eccessivamente sintetico, sia per l’impiego di tecniche ‘argomentative suggestive, ambigue e foriere di allarme’ in particolare per la ‘premessa che induceva una prevedibile associazione di idee capace di disorientare e negativizzare gli attori del mercato’.

L’effetto, rileva il magistrato riportando indici di Borsa prima e dopo il rating, e’ quello di aver creato una ‘sensibile deprezzamento dei titoli bancari italiani’ cagionando al sistema creditizio italiano ‘un danno patrimoniale di rilevantissima gravita’. Un tema su cui le associazioni dei consumatori preannunciano la costituzione di parte civile per assistere gratuitamente i risparmiatori danneggiati.

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