Pizza napoletana bene immateriale Unesco: lo chiedono oltre 250mila italiani

Sono oltre 250mila gli italiani che chiedono l’inserimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Saranno presentate domani mattina, alla sede della Commissione Nazionale Unesco a Roma, le decine di migliaia di firme raccolte a sostegno della petizione, lanciata su Change.org da Alfonso Pecoraro Scanio, Coldiretti, Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Rossopomodoro, per il riconoscimento dell’arte dei pizzaioli napoletani nella lista dei beni immateriali che nei giorni scorsi è stata anche benedetta dal Papa.

Alla consegna delle firme interverranno Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Jimmy Ghione, testimonial dell’iniziativa e inviato di Striscia la notizia, Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Nino Daniele, assessore alla Cultura del Comune di Napoli.

A fine marzo, la Commissione nazionale italiana per Unesco deciderà quali elementi immateriali saranno selezionati per la candidatura nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. La petizione ha ottenuto una mobilitazione record che ha superato ogni aspettativa e ha guadagnato il sostegno, anche a livello internazionale, di celebrità, ministri, politici, diplomatici, comuni, istituzioni e associazioni.

L’iniziativa è stata lanciata anche in vista dell’Expo per difendere le tradizioni artigianali e il Made in Italy dalle falsificazioni e da una globalizzazione omologante.

"Sono già previste decine d’iniziative durante l’Expo di Milano – ha detto Pecoraro Scanio – per sostenere, con tutti i Paesi del mondo, la candidatura dell’arte dei pizzaioli. Siamo perciò fiduciosi che questa candidatura, in attesa dal 2011 di un sostegno forte e ufficiale della Commissione italiana Unesco, sia votata all’unanimità come riscontro alla mobilitazione di centinaia di migliaia d’italiani".

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