Pittella (Pd), “con quale autorevolezza ci presentiamo ai prossimi impegni europei?”

“Legittime le preoccupazioni dell’Europa. Gentiloni è il primo ministro di un governo che fa ordinaria amministrazione. Bisogna mettersi tutti insieme a riformare il sistema elettorale”

Gianni Pittella, Senatore del Pd, sulla Commissione UE che ammonisce l’Italia senza governo. “Le parole di Juncker raccolgono una preoccupazione diffusa. Che lo stallo e la precarietà politica non aiutino l’Italia mi pare sia sotto gli occhi di tutti. La verità è che l’Italia avrebbe bisogno di un governo al più presto e invece l’esito elettorale ci consegna due mezzi vincitori che non si mettono d’accordo e che consegnano il Paese a questa situazione davvero preoccupante. La ripresa, per quanto non fortissima, c’era stata”.

“Oggi – osserva Pittella parlando a Radio Cusano Campus – abbiamo un governo che gestisce l’ordinaria amministrazione, non si può pretendere da Gentiloni che faccia i miracoli. E abbiamo di fronte degli appuntamenti, anche europei, essenziali come il varo del bilancio. Poi abbiamo a giugno l’appuntamento europeo per discutere la nuova governance economico-finanziaria e l’istituzione del Ministero delle finanze europeo, l’Italia con quale autorevolezza ci va?”.

“Gentiloni è persona autorevolissima, ma è il primo ministro di un governo che fa ordinaria amministrazione. Parole di Moscovici? E’ naturale che chi governa in Europa si preoccupi di quello che avviene in uno dei Paesi più importanti dell’Ue. Il che non vuol dire interferire in decisioni che appartengono al Parlamento italiano”.

Sul Pd. “Siamo felici e orgogliosi che a due mesi dal voto tutti dicano che il Pd è diventato l’ago della bilancia e il toccasana di tutto, ma i voti li hanno presi M5S e Centrodestra, quindi spetterebbe a loro fare un governo. Abbiamo rilanciato in queste ore, Renzi per primo, l’idea della riscrittura delle regole perché si può andare anche alle elezioni a settembre, ma con questa legge elettorale cosa cambia? Bisogna mettersi tutti insieme a riformare il sistema elettorale”.

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