Pininfarina, auto nel mito anche grazie al cinema

Sempre fedele alla sua filosofia della ricerca del bello, dal 1930, anno di nascita, la Pininfarina e’ stata testimone dello stile italiano nella carrozzeria in tutto in mondo. Il nome dell’azienda, fondata a Torino come Societa’ anonima Carrozzeria Pinin Farina da Battista Farina (detto Pinin, ovvero piccino in piemontese), padre di Sergio, si lega soprattutto ad alcuni modelli, come la Duetto, la Lancia Aurelia B24 e la Nash Healey di ‘Sabrina’, che sanno di mito e leggenda, grazie all’immortalita’ regalatagli da memorabili pellicole cinematografiche.

Al passo con in tempi, anticipatrice di tendenze, la piu’ famosa fabbrica italiana di carrozzeria e’ passata dalle originarie costruzioni artigianali ma di grande qualita’ degli Anni ’30 ai trionfi internazionali delle mozzafiato Ferrari e Maserati, delle eleganti cabriolet Peugeot, senza dimenticare, gia’ sul finire degli anni Settanta, i problemi ambientali, col primo studio per una vettura elettrica urbana ecocompatibile.

Il mondo della celluloide ha celebrato soprattutto la Duetto, ovvero l’Alfa Romeo 1600 Spider, la spider per eccellenza dopo la Giulietta, che esordi’ nel 1966 al Salone di Ginevra. L’anno dopo divenne tutt’uno con Dustin Hoffman-Benjamin quando nel film cult ‘Il Laureato’ si aggirava malinconico, con il sottofondo dei brani struggenti di Simon&Garfunkel, intorno alla casa di Elaine, fuggita quando lui le aveva confessato di essere stato sedotto da Mrs.Robinson, la madre della ragazza, interpretata da Anne Bancroft. In 30 anni di vita, fino al 1995, si sono alternate cinque generazioni del modello, che ha pero’ sempre conservato la sua identita’.

Lo stile Pininfarina aveva pero’ conquistato il cinema americano con un’altra spider a due posti gia’ dal 1951: nel film ‘Sabrina’ di Billy Wilder, con Audrey Hepburn, William Holden e Humphrey Bogart, compare la Nash Healey Spider. La vettura, prodotta in 300 esemplari aveva debuttato in quell’anno al Salone di Parigi, ed era stata disegnata e costruita in Italia proprio per il mercato americano.

Vera icona della bellezza, da molti definita come la sintesi perfetta di classe, eleganza, equilibrio e pulizia formale, fu tre anni dopo, nel 1954, la Lancia Aurelia B24 S, la ‘fuoriserie prodotta in serie’, co-protagonista del film ‘Il sorpasso’ di Dino Risi, con la scorribanda di Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant lungo la via Aurelia. Molti dei 761 esemplari prodotti presero la via degli Stati Uniti. Con una cifra tra i 70 e gli 85 mila euro e’ ancora possibile portare nel proprio garage questo gioiello.

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