Pessina (Fi), cordoglio per la morte di un ristoratore italiano in Messico

“Daniel aveva deciso di ricominciare in Messico, con la prospettiva di trovare in una attività di ristorazione che era il suo sogno quello che non gli aveva dato l'Italia. Il sogno si è infranto”

Daniel Pessina

Daniel Pessina, cittadino milanese che ha scelto di trasferirsi in Messico per lavoro, è stato ucciso in terra messicana, durante una sparatoria in un locale di Playa del Carmen. Pare che la tragedia sia scaturita da una resa dei conti nel mondo del narcotraffico. Non conoscono la pietà questi assassini per le vittime innocenti e sparano a raffica in mezzo alla gente. Morire per caso ancora una volta. Per essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato. La beffa del destino. Piangono la scomparsa di Daniel la sua famiglia, i suoi amici, l’Italia intera”. Così il senatore Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia.

“Ogni anno – prosegue il senatore – decine di migliaia di italiani decidono di lasciare lo Stivale. Sono di fatto obbligati a farlo, l’Italia a molti di loro non ha più nulla da offrire, né lavoro né possibilità dunque di migliorarsi a livello sociale, professionale, economico. Daniel aveva deciso di ricominciare in Messico, con la prospettiva di trovare in una attività di ristorazione che era il suo sogno quello che non gli aveva dato l’Italia. Il sogno si è infranto”.

MORTO L’ITALIANO DANIEL PESSINA IN MESSICO, TUTTI I DETTAGLI

“Il nostro dolore è grande – continua Vittorio Pessina – e alla famiglia va il nostro più profondo cordoglio. Ma ci chiediamo: se Daniel avesse trovato in Italia le condizioni per lavorare e crescere, sarebbe partito ugualmente? Se avesse potuto avere qui anche le facilitazioni burocratiche che probabilmente ha avuto in Messico, avrebbe lasciato il suo Paese, i suoi cari, gli amici, casa propria? Probabilmente no”.

“Razionalmente – conclude – non si possono collegare i destini di una persona alle scelte o alle spinte dettate chissà da quali altre motivazioni, ma siamo sicuri che in questo momento dolorosissimo la famiglia di Daniel sta ripensando tristemente a quello che sarebbe potuto essere se il loro congiunto avesse trovato nel suo Paese la strada giusta per realizzarsi”.

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