Pesce, Consigli contro le truffe

L’ennesimo sequestro di prodotti ittici, questa volta nel napoletano, con 25 tonnellate di pesce contaminato dal batterio Escherichi Coli (contaminazione fecale che puo’ dar luogo a tossinfezioni alimentari e anche alla morte), ci induce a ricordare le "istruzioni per l’uso" quando si acquista pesce.

Partiamo dalle etichette, che devono indicare:
 1. Il nome (denominazione commerciale).
 2. Pescato o allevato (metodo di produzione).
 3. Il Paese nel quale e’ stato allevato o la zona di cattura se pescato.

 Come riconoscere un pesce fresco? Occhio all’occhio, si potrebbe dire, perche’ quello fresco lo ha trasparente (non lattiginoso), convesso (curvatura verso l’esterno) e l’iride (la parte scura) ben delineata. Ci sono altre caratteristiche cui fare attenzione, come il colore delle branchie, che devono essere rosse o rosacee (purtroppo si possono colorare), il corpo che deve essere turgido e non molle (il ghiaccio, pero’, puo’ nascondere la flaccidita’), l’odore che deve essere fresco e marino, infatti il pesce fresco non puzza, anche se una spruzzata di acqua di mare puo’ coprire eventuali cattivi odori. In caso di acquisto di pesce allevato preferire quello fatto crescere in mare e non in vasche.

 Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
 *Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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