Perché la Circoscrizione Estero va abolita – di Giorgio Brignola

Quando si scrive d’italiani oltre frontiera, non c’è distinguo da fare. La cittadinanza fa titolo. Però, almeno in certe situazioni, politiche comprese, anche il loro numero è importante. I nostri dati sono recenti. Bene. I connazionali nel mondo sono 4.208.977 (come da dati AIRE). I maggiorenni, quindi con diritto di voto, sono 3.180.000.

Questa fitta umanità è variamente distribuita nel mondo. Le comunità più numerose si trovano nel Vecchio Continente. Al primo posto, la Germania con 639.283 italiani, segue la Svizzera con 546.613 Connazionali, poi la Francia con 366.170 conterranei. Il resto è sparso in tutto il globo. Il numero maggiore d’italiani nel Nuovo Mondo è in Argentina con una concentrazione di 664.387 Connazionali.

Col tempo, le regioni italiane più interessate al fenomeno migratorio (dal 1930 in avanti) sono state la Sicilia, la Campania, la Lombardia e il Veneto. Un esame più approfondito ha rilevato che gli espatriati, italiani per nascita, rappresentano il 38,3% del totale; solo il 7,7% è cittadino italiano per altri motivi.

Andiamo, ora, a verificare l’andamento percentuale in occasione delle ultime, lontanissime, elezioni politiche. Secondo gli Uffici preposti, le schede elettorali restituite sono state 1.088.000 che, a conti fatti, corrispondono al 32% del potenziale nucleo elettorale dall’estero. Se si considera che in Patria la percentuale dei votanti sia stata del 78%, si può evidenziare l’inadeguato interesse che i connazionali nel mondo hanno mostrato nella loro manifestazione di voto.

Mettiamoci pure i contrattempi, i disguidi e tutto quello che ne può seguire; resta che la percentuale dei votanti è rimasta, come per il passato, bassa. A questo punto, crediamo che, anche cambiando il meccanismo di voto politico e referendario, direttamente dai Paesi ospiti, il risultato finale non cambierebbe.

Per dare “forza” ai numeri elettorali d’oltre confine, sempre a parer nostro, si dovrebbe cancellare la Circoscrizione Estero ed estendere il voto degli italiani, ovunque residenti, alle Circoscrizioni italiane d’originaria pertinenza. Ovviamente, ciò andrebbe a modificare anche il sistema di voto in generale.

Benissimo. C’è da sollecitare il Parlamento, a proporlo, senza cedevoli indugi. Noi faremo la nostra parte. Anche perché l’italianità non ha nulla da spartire con la residenza degli italiani fuori del territorio nazionale. Non siamo soli ad averlo inteso e i riscontri non mancheranno. La somma dei consensi ci darà ragione.

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