“Ecco perché io italiano nel mondo voto Sì al referendum”

Da sempre vicino al centrodestra berlusconiano, Simone Ceramicola spiega a Italiachiamaitalia.it perché ha deciso di votare Sì al referendum costituzionale

Simone Ceramicola

Simone Ceramicola è un italiano residente a Bruxelles. Il suo nome non è nuovo per i lettori più affezionati di ItaliaChiamaItalia. Per anni Simone ha rappresentato il centrodestra berlusconiano in Belgio. Oggi, da italiano residente oltre confine, ha deciso di votare Sì al referendum costituzionale. Anzi, ha già votato, come tanti altri italiani nel mondo.

Simone oggi non ricopre alcun incarico politico: “Mi occupo del futuro dell’Europa con la mia associazione Avenir de l’Europe”, spiega al nostro giornale.

Da sempre guardi al centrodestra, ma hai votato Sì al referendum. Perché?

Come ho avuto modo di scrivere sulla mia pagina Facebook, l’Italia ha bisogno di significativi cambiamenti istituzionali, politici e sociali per diventare un Paese più governabile, più efficiente, meno costoso e più serio. La riforma costituzionale promossa dal governo Renzi e dal Parlamento non è, forse, sufficiente per realizzare tutto il cambiamento che sarebbe necessario, ma è un passo nella giusta direzione. Consente di superare il bicameralismo perfetto è questo è già un significativo risultato. Votare no significa lasciare tutto così com’è e bloccare ancora una volta il cambiamento, come è già successo al tempo di Craxi e poi di Berlusconi.

Qualcuno mi ha scritto su Facebook che “un italiano all’estero ha il dovere di votare NO”. Gli ho risposto che un italiano all’estero ha il dovere di dare un contributo per il miglioramento della propria Patria, nelle modalità in cui questo sia possibile.

Credi davvero che con la riforma ci potrà essere un’Italia più semplice e veloce?

La riforma costituzionale non è sufficiente. Occorrono partiti seri con programmi seri e squadre di politici e amministratori seri e capaci di portare avanti i programmi. Fa un certo senso sentir dire da quelli per il No che dopo si potrà fare l’Assemblea costituente, una nuova legge elettorale, un nuovo governo, che l’Europa sarà più rispettosa di noi e così via. “Fatti in là che al tuo posto mi ci metto io!”: ecco, forse, la vera motivazione dei politici per il No. Abbattere o indebolire Renzi per poter contare di più loro.

L’Italia deve darsi un assetto federale. Regioni senza responsabilità di spesa, libere di spendere liberamente, sono uno scandalo. Questa riforma non è sufficiente, quelli del No potevano renderla ancora più incisiva in Parlamento. Ma si sa, tutti tengono famiglia.

In Italia deve crescere tra la gente una maggiore consapevolezza del bene comune, dell’amore necessario per il proprio Paese e per le sue istituzioni, a cominciare da quelli che ricoprono cariche pubbliche e fanno politica.

Che aria tira in Belgio a proposito di referendum? Come sono orientati gli italiani?

Molti miei amici, come Antonio Mastrogiovanni, hanno votato Sì come ho fatto io. L’abbiamo spiegato su Facebook suscitando un vivo dibattito anche con quelli per il No. Altri hanno votato per il No seguendo motivazioni varie. A Bruxelles e in Belgio ci sono stati dibattiti ed eventi per il Sì e per il No. Le buste devono arrivare in Ambasciata entro il 1° dicembre. Molti hanno già votato. E’ difficile avere un quadro complessivo e un’idea sul comportamento di tanti. Siamo tanti italiani qui, molti hanno lasciato il nostro amato Paese per l’inconcludenza della vita pubblica italiana che provoca ristagno economico e blocca energie vitali. C’è molta gente in gamba, qui, che potrebbe fare molto per il proprio Paese. Seguiamo con attenzione quanto avviene in Italia e, spesso, soffriamo.

Esiste ancora un centrodestra in Italia?

L’Italia ha un grosso problema, quello di un eccesso di spesa pubblica e di debito pubblico. Quest’ultimo è sempre aumentato dagli anni Sessanta. Un grande statista, Alcide De Gasperi, ha riabilitato e risollevato l’Italia dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e della guerra civile. Poi, dopo il boom economico, sono cominciati gli sprechi e le spese pazze promosse dai partiti. Persino la creazione delle Regioni è avvenuta in modo indiscriminato: sono stati aggiunti 20 rubinetti di spesa senza controllo a quello dello Stato centrale. Un centrodestra serio dovrebbe analizzare questo problema con serietà, formulare proposte concrete, serie e realizzabili per correggere la situazione e soprattutto avere una squadra di politici e amministratori seri e preparati in grado di realizzare le proposte elaborate. Vedi da qualche parte tutto questo?

Ti piace Renzi?

Renzi è un personaggio dinamico, volitivo, ambizioso. Spesso esagera e assume atteggiamenti insopportabili, ma è uno che si dà da fare e si assume responsabilità, ci mette la faccia. E così dà fastidio. Ha commesso l’errore di personalizzare il referendum, così tutti quelli che lo vogliono buttare giù sono ora per il No senza approfondire i temi del referendum. E’ sempre la stessa storia: è già successo con De Gasperi, con Craxi e con Berlusconi. Appena c’è qualche leader politico che riesce ad emergere e si propone di cambiare, tutti contro! Succede, purtroppo, anche in molti ambiti della società italiana. Per fortuna nostra De Gasperi fu estromesso dal potere dopo aver rimesso in piedi l’Italia dal punto di vista economico e averla agganciata all’Europa di Monnet, Schuman e Adenauer. Il Paese ha vissuto di rendita, per decenni, grazie alla sua opera. Ecco uno statista.