Pensioni, Sacconi: “Stop a ulteriore aumento età pensionabile previsto da Legge Fornero”.

“Nel 2013 c'erano persone già adulte che hanno avuto all'improvviso un allungamento dell'età pensionabile, vanno tutelate”

Maurizio Sacconi, Presidente commissione lavoro del Senato, ha chiesto che il governo intervenga sull’aumento dell’età pensionabile previsto dalla legge Fornero.

“In Italia come negli altri Paesi – ha spiegato a Radio Cusano Campus – si è deciso di stabilire un collegamento tra l’età di pensione e l’aspettativa di vita. Il problema si è posto con la riforma Fornero, che ha alzato la base sulla quale si innestano questi adeguamenti. Ci sono persone che erano già prossime all’età di pensione nel momento in cui fu fatta nel 2013 la riforma Fornero che di colpo hanno avuto allungato di circa 6 anni il periodo di lavoro e rischiano un ulteriore allungamento. Bisogna tutelare questa generazione già adulta, dunque con minori capacità di adattarsi. Questo ci ha unito nel dire: fermi un attimo, riflettiamo su un sistema che comunque è stato disegnato in un sistema in cui c’era ancora l’illusione di un mercato del lavoro sostanzialmente stabile. Le donne in particolare pagano le conseguenze di questo innalzamento dell’età di vecchiaia, perchè le donne non sono riuscite ad accumulare i periodi contributivi che consentano di andare in pensione prima dell’età di vecchiaia, cosa che invece gli uomini hanno potuto fare. Dobbiamo riflettere su sistemi pensionistici più flessibili di fronte ad un mercato del lavoro che sta cambiando radicalmente. Intanto però vogliamo bloccare questo ulteriore scatto previsto dalla legge Fornero”.

Secondo Fornero la politica cerca il consenso e dunque non fa scelte che richiedono sacrifici. “Nel 1984 Gianni De Michelis tentò di fare una riforma che se l’avessimo fatta allora sarebbe stata molto graduale e l’avremmo digerita senza accorgercene nemmeno, ma DC e PCI si opposero. Il difetto della tecnica è che non guarda mai alla ricaduta umana. E’ vero che nel 2013 serviva un ulteriore intervento sulle pensioni, ce lo chiedeva l’Europa. Ma il governo Monti ha fatto addirittura di più. Un di più che è stato largamente votato in Parlamento. La politica in quel momento fece un passo indietro. Certe riforme vanno fatte con gradualità, quelli che un tempo chiamavamo scalini e scaloni. In questo caso è stato fatto un precipizio”.