Pensione di Capanna e di una maestra – di Roberto Pepe

Capanna,  Bertinotti e qualche altro compagno onorevole e senatore che hanno maturato il periodo di “lavoro” sufficiente per percepire una sostanziosa “pensione”, hanno detto che non vogliono rinunciare a quel “diritto acquisito”, anche se  la situazione contingente di crisi vorrebbe che fossero limitati nella “quantità” i numerosi  emolumenti ricevuti. L’eventuale diminuzione – secondo quei politici – anticostituzionale, dovrebbe scattare per le nuove leve che accederanno al pensionamento.

Allora perché, nel progetto governativo anticrisi, alla pensione di 956 euro mensili di una ex maestra, viene negato l’adeguamento al costo della vita, beneficio “acquisito” al momento del pensionamento? Infatti, una volta si diceva che quei soldi, pur essendo pochi, non avrebbero mai perso il loro misero valore, in quanto sussisteva la compensazione annuale al costo della vita. Tale privazione è, pertanto, assolutamente  incostituzionale, esattamente come la decurtazione della pensione di Bertinotti e Capanna! Tale revisione del calcolo pensionistico si potrà effettuare, infatti, solo con i nuovi pensionamenti. Tutto ciò: se siamo ancora in uno Stato di Diritto!

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