Pensionati italiani all’estero, svalutazione della lira e piano B di Savona: RACCOLTA FIRME

Alessandro Zehentner, coordinatore di Forza Italia in Spagna e presidente del Comites di Barcellona, valuta insieme ad altre associazioni una raccolta firme “per evidenziare l'enorme rischio che i nostri pensionati all'estero stanno correndo”

Alessandro Zehentner, presidente del Comites di Barcellona

Secondo i dati forniti dall’INPS nel 2017 i pensionati italiani residenti all’estero che percepiscono una pensione italiana sono 373.000 per un importo totale annuo pagato di poco superiore ad un miliardo di Euro all’anno.

Il trend nell’anno in corso è in fortissimo aumento ed a breve si dovrebbe raggiungere la soglia di 400.000 pensionati emigrati iscritti all’AIRE.

“Pensioni sudate – commenta Alessandro Zehentner, coordinatore di Forza Italia a Barcellona -, frutto di duro lavoro in Italia, pensioni ora godute all’estero, pensioni che spesso permettono di vivere dignitosamente in quanto in alcuni paesi europei la vita è meno cara che in Italia. Va ricordato che, ovviamente, queste pensioni sono pagate in Euro dall’INPS in quanto in questo momento l’Euro è la nostra valuta nazionale”.

“Se l’Italia uscisse dall’Euro l’INPS non pagherebbe più le pensioni (comprese quelle all’estero) in Euro ma effettuerebbe i trasferimenti in Lire (o altro nome tuttavia da assegnarsi).

Preoccupa ora leggere il famoso PIANO B del Professor Savona, persona proposta recentemente quale Ministro delle Finanze ed Economia da parte di alcune forze politiche.

Nella TAVOLA 45 del Piano pubblicato su ScenariEconomici.it la SVALUTAZIONE DELLA LIRA proposta dal papabile Ministro (cioè colui che dovrebbe eventualmente guidarci fuori dall’Euro) è compresa in una forbice che va dal 15 al 25% iniziale.

Questa svalutazione potrebbe certamente essere vantaggiosa per le imprese italiane che esportano, ma sarebbe una catastrofe per i NOSTRI PENSIONATI ALL’ESTERO, pensionati che vedrebbero diminuire di colpo il loro potere d’acquisto nei nuovi paesi di residenza”.

“Chi negli anni si è trasferito oltre confine, ha regolarizzato la residenza estera, si è creato una nuova vita ed una nuova rete di amicizie si troverebbe immediatamente davanti ad un bivio, tornare immediatamente in Italia o ridurre il livello qualitativo (e di spesa) della propria nuova vita all’estero. Sarebbero effetti monetari non trascurabili – prosegue l’azzurro, che è anche presidente del Comites di Barcellona – e da valutarsi bene, specialmente prima del potenziale espatrio post pensionamento”.

“Il problema però coinvolge da subito i pensionati italiani che sono già residenti all’estero (svariate decine di migliaia nella sola Spagna, con punte altissime nelle Isole Baleari, Isole Canarie e Costa Blanca), pensionati che ovviamente percepiscono le loro pensioni in Euro”.

Zehentner fa sapere che in questi giorni, “anche con l’aiuto di alcune associazioni presenti in Europa, stiamo pensando ad una raccolta firme da inviare al prossimo nuovo Governo per evidenziare l’enorme rischio che i nostri pensionati all’estero stanno correndo. Gli interessati all’iniziativa (pensionati attuali e pensionati futuri) possono contattarmi alla email nouscitaeuro@gmail.com”.