Chi pensa al popolo del mille euro?

Da noi, una famiglia su tre, quindi più del 30%, vive con meno di mille euro il mese. Come si evolverà il futuro, date le premesse, resta un interrogativo…

Le congetture sul futuro d’Italia si sprecano. Però, restano solo ipotesi. In concreto, non rileviamo segnali diversi. I problemi socio/economici del Paese ricadono sui cittadini. I politici sono solo capaci di fare “proclami” di scarso effetto e di risultato inefficace. Sia nella compagine di maggioranza che in quella d’opposizione. Le dimissioni politiche di questo esecutivo sono inverosimili, molto meno, invece, lo è il mantenimento di una “fiducia” parlamentare nata da un compromesso che ha sfasciato il “centro/destra” per dare spazio al “centro/sinistra” anomalo. Con tutte le perplessità della futura chiamata alle urne.

Sinistra, poi. Quale sinistra? Ci sono, infatti, posizioni sempre meno chiare e implicazioni da non sottovalutare. In quest’anno, molti nodi verranno al pettine. Non siamo, comunque, allarmati, ma preoccupati sì. Far finta di niente è impossibile. Intanto, alle “favole” non crede più nessuno. Neppure il ritorno alla ribalta politica di Berlusconi potrà mutare l’andazzo.

Da noi, una famiglia su tre, quindi più del 30%, vive con meno di mille euro il mese. Come si evolverà il futuro, date le premesse, resta un interrogativo che i politici dovranno affrontare con le correlate responsabilità. Che l’Italia si sia “rotta” lo abbiamo già scritto. Ora, mestamente, lo confermiamo. La Penisola, pur impegnandosi a rispettare le linee economiche dell’Unione Europea, ha difficoltà ad onorare i tempi della promessa. Ne consegue che i problemi sussistono. Soprattutto per i redditi da lavoro dipendente e da pensione. Forse, ci potrebbe essere un miglioramento degli investimenti extraeuropei. Ma la concertazione sindacale resta una dottrina che si è rivelata inapplicabile.

Gli scioperi mostreranno solo il malcontento dei “lavoratori” che ancora hanno questa qualifica. Quando si voterà, con una nuova normativa in materia, gli italiani saranno messi nelle condizioni di preferire un’Italia migliore. Negli uomini e nei programmi. La mancanza di valori non favorisce, comunque, soluzioni d’avvicendamento. Sulla questione potremo sciogliere tante riserve solo dopo l’aggiornamento del nostro Potere Legislativo.

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