PdL, verso le primarie. Ma il partito sta crollando (VIDEO) – di Gabriele Polizzi

Dopo l’ufficio di presidenza del PdL tenutosi ieri, riunione nella quale si sono vissuti attimi di altissima tensione, con lo scontro fra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano a proposito dell’opportunità di fare o meno le primarie, oggi il partito prova a smussare gli angoli. E così è lo stesso Alfano a spiegare che il rapporto fra lui e il Cavaliere è leale, un rapporto “di rispetto assoluto e reciproco”. Talvolta, “nelle discussioni appassionate che accadono nelle case di ciascuno di noi, possiamo permetterci di ragionare e di cercare insieme le soluzioni migliori, ma sempre sicuri di farlo con affetto e sostegno vicendevole". Niente di grave, dunque. Ma sarà proprio così? Nel video che pubblichiamo in questa pagina è facile notare quanto Alfano sia stanco di dover dipendere in qualche modo da un Cavaliere che ha dimostrato di non volere più interessarsi al partito come prima…  

Altero Matteoli, senatore PdL ed ex ministro, fa eco ad Alfano: “Ieri nessuno e’ stato sconfitto, ha vinto il partito che vuole rivitalizzarsi per affermarsi alle prossime politiche. In politica contano i risultati e quello di ieri sera e’ stato molto positivo".

Attenta l’analisi di Guido Crosetto, deputato PdL: “C’e’ una diversa visione sulle primarie, da una parte quelli che pensano sia un momento importante per ridare forza al Pdl e dall’altra chi pensa che siano inutili. Ieri non c’e’ stata una frattura, Berlusconi ha accettato la volonta’ diffusa nel partito ma anche io penso che le primarie fatte in un mese sara’ difficile renderle un evento significativo. Speriamo invece siano un elemento di confronto utile e che si parli di come uscire dalla drammatica crisi in cui viviamo piuttosto che di persone".

Per Daniela Santanchè l’unico che può risolvere davvero i problemi del partito è il Cavaliere: durante il vertice PdL, racconta la pasionaria, “Berlusconi ha riconosciuto che appoggiare Monti ci ha fatto perdere il consenso. Paghiamo questo prezzo che è molto alto”. In ogni caso all’ufficio di presidenza “ho visto un Berlusconi che è stato un Berlusconi anche quando ha detto che dal cilindro non tirerà fuori un coniglio ma un dinosauro. Critiche ce ne sono state perché siamo un movimento dove ognuno porta avanti la propria opinione". Detto questo, resta proprio Berlusconi “l’unico che può risolvere i problemi del PdL”.

Ed ecco la testimonianza di Mara Stella Gelmini: “C’e’ stato un ufficio di presidenza improntato ad un confronto molto partecipato a tratti aspro ma costruttivo e propositivo. Ne e’ uscito un Pdl piu’ forte e consapevole delle difficolta’ ma determinato a superarle con un percorso di rinnovamento del partito che passa anche dalle primarie. Berlusconi da sempre e’ abituato ad ascoltare a confrontarsi e a decidere democraticamente. Cosi’ è stato questa volta. Abbiamo convenuto che le primarie sono una grande opportunita’ per dare un’identita’ piu’ forte al Pdl e anche per favorire con un bagno di democrazia la scelta della premiership”.

Intanto c’è chi è davvero deluso dal Popolo della Libertà. E’ il caso di Sandro Bondi, da sempre molto vicino al Cavaliere ma che ora sembra aver perso ogni speranza di rinnovamento: "Ho fatto una scelta molto chiara di dimettermi per favorire un rinnovamento autentico, una cambiamento radicale del nostro movimento di cui oggi c’e’ bisogno. Non credo che le primarie serviranno a questo rinnovamento del partito e della linea politica, perche’ l’astensionismo dimostra che il Pdl non e’ in grado di dialogare con i propri elettori. Rischiamo che i nostri elettori alle prossime elezioni non vadano a votare o votino Grillo o addirittura altri movimenti". L’ufficio di presidenza? “Da parte di alcuni c’e’ stata una certa brutalita’ e, a quel punto, Berlusconi ha assecondato la volonta’ del partito. Io, personalmente, non mi riconosco piu’ in questo Pdl".  

Il partito sta crollando, è evidente. Infatti c’è già chi è pronto a tirare fuori l’asso dalla manica: “Noi Dc – dichiara Gianfranco Rotondi – restiamo nel PdL, ma se implode non daremo partita vinta alla sinistra. Abbiamo in serbo l’arma letale". Banzai!

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