PdL, Silvio Berlusconi e il ritorno di Forza Italia – di Giampiero Pallotta

L’avevo scritto nel mio articolo del 29 luglio 2011 che bisognava ripartire dai contenuti del discorso di Berlusconi del 26 gennaio 1994 quando scese in campo per la prima volta fondando Forza Italia. Sino a quel momento ero sempre stato un apolitico ed antipolitico, ma l’11 febbraio 1994 fondai (autorizzato) il “Club Forza Italia” di Sydney. Credevano di averlo eliminato per sempre, invece gli hanno dato il tempo di rivalutarsi e tornare alla riscossa. Si era detto che il berlusconismo era finito ed invece i sondaggi danno il Pdl al 30% se Berlusconi scendesse di nuovo in campo. La percentuale sarebbe insufficiente per vincere le elezioni, ma abbastanza consistente da condizionare qualsiasi ipotesi di alleanza dopo il voto del 2013.

Angelino Alfano, nonostante le sue indubbie ottime qualità di uomo e di politico, non e’ riuscito a dare la carica al Pdl e con lui neppure quella folta pattuglia di 40/50enni che avrebbero dovuto portare nuova linfa per svecchiare il partito. E’ evidente che non basta essere giovani, occorre avere altre qualità, alcune innate, altre che si acquisiscono con l’esperienza.  E’ bastato un accenno di una candidatura di Berlusconi per generare  terrore e fifa nei suoi nemici giurati. Bersani ne e’ rimasto atterrito. Ora “La Repubblica” ricomincerà a fargli le domande, chi sa quali se nel frattempo Berlusconi e’ uscito assolto da 28 processi. Certo, la magistratura troverà altri scandali, ma ormai non e’ piu’ credibile. Un fatto e’ certo: il governo Monti ha rivalutato Berlusconi. Lentamente vanno affiorando le verità. E’ vero che il pessimismo diffuso dagli oppositori di Berlusconi ha fatto aumentare lo spread. E’ vero che lo spread piu’ basso e’ stato quando al governo c’era Berlusconi. E’ vero che e’ stato Tremonti a salvare l’Italia. Ora e’ chiaro a tutti i danni che ha causato la sinistra,  insieme ai media “rossi” che giornalmente incolpavano Berlusconi di tutti i mali dell’Italia. Le accuse, le previsioni nefaste, le analisi catastrofiche di ieri, sono evidenti menzogne davanti a quel pochissimo combinato dal governo tecnico tanto invocato da Bersani e Casini che andavano dicendo che “qualsiasi persona avrebbe fatto meglio di Berlusconi”. Volevano solo cacciarlo per riprendere il solito tran tran e riesumare la concertazione con i sindacati che Monti invece rifiuta. Non credevano di cacciarsi in un incubo.

I complimenti all’Italia del Fmi (Fondo Monetario Internazionale), dell’Ue (Unione Europea), della Bce (Banca Centrale Europea), dell’Onu (Organizzazione Nazioni Unite), dell’Eurogruppo e di Obama “smascherano” chi ha voluto cacciare Berlusconi che ogni giorno viene rivalutato e di molto. Potrebbe essere il centrodestra ad essere incerto e spiazzato del suo ritorno. La sinistra no. Ha chiaro che il nemico e’ ritornato alle porte. Con questa storia della candidatura Berlusconi ci giocherà per un bel po’ di tempo. Per il resto a tornare al governo non ci pensa. Mica e’ scemo. Governare e’ un massacro se poi al Quirinale verrà eletto un altro personaggio a lui ostile. Sia se alle elezioni del 2013 ci sarà un sostanziale pareggio e sia se dovesse vincere Forza Italia (?), Mario Monti sarà indicato come Premier perche’ e’ bene accetto internazionalmente e poi, la continuità di governo,  fermerà la speculazione e lo spread ritornerà a livelli normali.

Per ora Berlusconi vuole solo dare coraggio agli elettori del centrodestra. Sicuramente metterà da parte la sua esuberanza verbale e adotterà uno stile piu’ pragmatico” consono ad un uomo politico. Se non potrà vincere la partita di sicuro la pareggerà e quindi, per forza di cosa, i vari presunti vincitori dovranno fare i conti con lui. C’e’ chi accusa Berlusconi di aver portato l’Italia al disastro: chi non ha la memoria corta ricorderà che in questi ultimi 18 anni ha governato per otto anni ad intermittenza. Dal maggio ’94 al gennaio ’95, dimessosi per il famoso fasullo avviso di garanzia pubblicato dal “Corriere della Sera”. Ben 12 anni dopo, per quelle accuse e’ stato assolto con formula piena “perche’ il fatto non sussiste”. Da giugno 2001 a maggio 2006, con l’intermezzo delle dimissioni di una mezza giornata “impostegli” da Follini. Da maggio 2008 a novembre 2011, dimissioni causate per il “tradimento” del “fascista” convertitosi al “comunismo” Gianfranco Fini, per il “cannoneggiamento” giornaliero dell’opposizione e dei media a lui ostili (quasi tutti) e per la guerra dichiaratagli dalle varie procure.

Per dieci anni hanno governato un certo Dini, due volte D’Alema, il “comunista” con la barca “milionaria” che calza scarpe “Todd” di mille e piu’ euro al paio. Poi un certo Amato. Quindi venne il tempo del “buon” Prodi, che e’ stato al governo per ben due volte combinando un bel niente e, quindi, facendo soltanto danni. Diciotto anni: sei governi di centrosinistra, tre di Berlusconi. Chi e’ stato a portare l’Italia nel baratro? Anche l’enorme debito pubblico e’ colpa di Berlusconi? Oppure e’ stato creato negli anni di spese folli dei “cattocomunisti” al governo e “imperanti” nelle varie amministrazioni periferiche in “concertazione” con i sindacati? A creare 2000 miliardi di debito pubblico hanno influito “Ruby”, il “bunga bunga”, lo stalliere di Arcore e i “cucu’” alla Merkel? Quanti sono ancora i boccaloni che ci credono?

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