PdL, Se Berlusconi saprà aspettare torneremo a vincere – di Margherita Genovese

Giuliano Ferrara insiste: il Cavaliere si rialzi, si rivesta dei suoi panni migliori e ritorni leader, promotore di quegli stessi programmi liberali che i nemici storici non gli hanno fatto portare a termine. Non siamo d’ accordo con l’Elefantino, questa volta. Il nostro consiglio al Cavaliere e’ di continuare a godersi l’immunità mediatica e giudiziaria da quella macchina del fango che miracolosamente ha smesso di ruotare intorno a lui e che sembra ormai relegata a un passato remoto.

Se non ora quando? Gridavano nelle piazze le prefiche esaltate (di cui abbiamo una diapositiva in quella falsa moralista Lucrezia Lante Della Rovere ora compiaciuta Gilda escamisada a "Ballando con le stelle"), chiedendo a furor di popolo femminile che scomparisse il Barbablù di innocenti ragazzine rapite con l’inganno e inconsapevoli del rischio.

Se non ora quando? Gridava il popolo viola assetato di giustizialismo, mentre magistrati sorprendentemente attivi acceleravano interrogatori e processi e rifornivano quotidianamente la stampa di  intercettazioni reali e interpretazioni surreali.

Se non ora quando? Il casto Fazio, permissivo solo con la sua Lucianina monotematica, amplificava l’Sos della piazza indignata con puntuali riferimenti impliciti ed espliciti al vecchio porco corruttore e corrotto. E adesso si genuflette al santo bevitore del nostro sangue, ignorando i segnali di malcostume che toccano da vicino la sua cricca di amici al governo,  distinti  come tecnici e integerrimi.

Se non ora quando? Paradossalmente sembra auspicare Giuliano Ferrara, quando chiede al Cavaliere di tornare a ruggire.

Nel nostro piccolo, noi rispondiamo con un appello: per favore, aspettiamo, prepariamoci senza fretta al dopo! Dopo che il tempo galantuomo avra’ evidenziato menzogne e suggestioni e  contraddizioni apparecchiate dall’armata Brancaleone; dopo che professori e manager di lungo corso avranno certificato la loro impotenza di fronte all’aspettativa di cambiamento "dall’ alto"; dopo che saranno saltati i nervi a Di Pietro, Bersani e Vendola, e la foto di Vasto sara’ diventata reperto storico. Si riposi, Cavaliere: pensi al suo Milan, ai suoi figli, perfino alle sue feste private che non interessano più nessuno. Tempo verra’, presago il cor mel dice, in cui saranno ribaltate le teorie più fantasiose e cinematografiche sulla sua discesa in campo e sara’ fatta giustizia della sua esperienza di governo, difficile e contrastata suo malgrado.

Non si faccia sopraffare dalla sua vanità, Cavaliere, e non scarichi il giovane Werther, Angelino Alfano, che ha sofferto con lei i dolori della resa senza mai cedere alla tentazione del tradimento e sta salendo anche per questo nella considerazione degli elettori di centrodestra. Se sapra’ aspettare l’ evolversi degli eventi interni (mai potremmo augurarci per egoismo di partito che i problemi del nostro debito e della crisi europea non si risolvessero con Monti!), alla scadenza naturale della legislatura torneremo a stravincere, con gli uomini giusti che avranno saputo rinnovarsi e rinnovare senza perdere di vista i nostri valori imprescindibili: la libertà e la democrazia.

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