PdL, Scopelliti e Schifani hanno ragione: formattiamo il partito – di Ricky Filosa

Dopo Giuseppe Scopelliti, che ha parlato di "catastrofe" facendo riferimento al PdL, alla sua disorganizzazione, al crollo nel consenso , è toccato a Renato Schifani chiedere a Silvio Berlusconi "un’operazione verità", per chiarire all’elettorato di centrodestra verso quale direzione vuole andare il partito.

Il governatore della Calabria e il presidente del Senato si sono fumati il cervello? Niente affatto. Al contrario, hanno dato voce a tantissimi elettori del PdL delusi dal proprio partito, che nel sostegno a Monti ha rinnegato molte delle idee che viene proponendo da anni.

Come ha spiegato Schifani, il PdL vota a favore dell’Imu e poi scende in piazza contro l’odiosa tassa: ma che diavolo di scherzo è questo? Dove sono le battaglie contro le tasse, contro uno Stato che opprime imprese e famiglie, dove sono le riforme liberali, di un mercato del lavoro meno ingessato e di una legislazione più favorevole all’iniziativa privata?

Siamo stanchi di doverci tenere tutto dentro. I ragazzi di #formattiamoilpdl hanno dato sfogo, a modo loro, a un malcontento che nella base azzurra esiste da mesi. Lo stesso malcontento espresso da Scopelliti e da Schifani. La stessa rabbia, la stessa delusione e confusione che provano tanti altri parlamentari pidiellini che  non si esprimono in pubblico, ma che privatamente, contro il partito a cui appartengono, te ne dicono di tutti i colori.

Quante volte su ItaliaChiamaItalia abbiamo scritto che il PdL così com’è non funziona più? Quante volte abbiamo sostenuto che c’è bisogno di una scossa, per rilanciare il partito, per portarlo ad essere ancora il primo partito italiano? E ogni volta, i soliti con il cervello in manette ci hanno voluto criticare: “Siete antiberlusconiani!”. Niente affatto. Noi nel Cav abbiamo sempre creduto. Ma la verità non la si può nascondere. Silvio Berlusconi non basta, non più.

Angelino Alfano? Se non sarà in grado di conquistare quella "autonomia" di cui ha parlato anche il presidente di Palazzo Madama, potrà fare molto poco. Il guaio, riferiscono fonti parlamentari a ItaliaChiamaItalia, è proprio questo: dietro il segretario del PdL c’è ancora il Cavaliere. Dunque Alfano appare a molti un burattino legato ai fili manovrati dall’uomo di Arcore, che non vuole capire di aver fatto il suo tempo. Silvio avrà sempre  riconoscenza, gratitudine, rispetto, affetto persino, ma per il bene del centrodestra italiano deve decidersi a fare un passo indietro definitivo. O almeno, di lato, come piace dire a lui. Lasci il testimone e il timone ad Alfano e si limiti ad essere il padre nobile del partito fin da ora. C’è bisogno di un cambio di rotta. La batosta delle amministrative non è bastata agli uomini di via dell’Umiltà? Vogliono il bis alle politiche del 2013? Avanti, che cosa aspetta il partito a buttare a mare gli uomini che hanno fallito fino adesso, per poi ricominciare?

Silvio ha detto che lui si fida ancora degli attuali dirigenti pidiellini. Ma la base non la pensa allo stesso modo. Il Cavaliere ha anche detto che il suo partito deve essere capace di ascoltare i cittadini-elettori. Ecco, cominci a farlo subito: faccia quel passo di lato, e dia il via alla rigenerazione del centrodestra italiano.

ricky@italiachiamaitalia.com   Twitter  @rickyfilosa

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