PdL, Santanchè: Ci vuole più Berlusconi

Daniela Santanchè annuncia: potrei anche candidarmi alle primarie del PdL e dunque a premier. E Alfano? "Sta svolgendo bene il ruolo di segretario. Fare il premier, comunque, e’ un’altra cosa".

In un’intervista l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio non vuole sentire parlare di Pier Ferdinando Casini: "Con Casini non puo’ esserci alleanza finche’ continuera’ ad esercitare un veto su Berlusconi. L’alleanza va stabilita a partire dai programmi, non dalle persone. Non posso dire come andra’ a finire, ma ho una certezza: Berlusconi sara’ ancora il protagonista della scena politica. Casini non lo so". 

Certo è che è necessario andare oltre il PdL e "noi siamo pronti: dopo le amministrative ci sara’ un autentico big bang della politica italiana, davvero qualcosa di mai visto. Berlusconi e’ sempre stato un innovatore, in grado di capire gli umori degli italiani e interpretarne le richieste: ne avremo l’ennesima conferma". Il momento politico che si vive "è un momento difficile anche per noi, ma e’ proprio adesso che bisogna essere uniti, come un sol uomo. E il collante ha un nome, Silvio Berlusconi. C’e’ bisogno di piu’ Berlusconi, che ha ancora voglia di spendersi in prima persona per il partito e per il Paese".
 
E Napolitano? Che ne pensa Daniela Santanchè del capo dello Stato? "Non posso dire niente. La legge mi impedisce di parlare liberamente del Presidente della Repubblica e anche delle spese del Quirinale".

Non si risparmia invece quando si tratta di Gianfranco Fini: "Fossi in Fini mi vergognerei. Aveva dichiarato ai quattro venti che, una volta dimessosi Berlusconi, si sarebbe dimesso anche lui. E invece e’ rimasto inchiodato a quello scranno. Dov’e’ la dignita’? Ma questo attaccamento alla poltrona gli si ritorcera’ contro: gli portera’ una sfiga pazzesca".

Cosa accadrebbe degli altri parlamentari se domani chiudessero con la politica? "Grazie a Dio non sono una politica di professione. Con la mia attivita’ di imprenditrice – rivendica la deputata Pdl – faccio muovere decine di milioni di euro, non ho mai preso soldi pubblici e tra Visibilia, Twiga e Billionaire ho dato lavoro a centinaia di persone. Ho dimostrato che la politica non e’ necessariamente un posto di lavoro. In quanti possono dire la stessa cosa?". Quindi, "se domani smettessi di fare politica continuerei a fare l’imprenditrice, come ho fatto in tutti questi anni". "Io faccio impresa, altri sono dei morti di fame".

E sui rimborsi elettorali ai partiti: "’Il cambiamento autentico lo porta avanti il Pdl. Siamo molto chiari: il rimborso elettorale, il finanziamento ai partiti non deve essere limitato, ma cancellato. Con l’ultima campagna tesseramenti, con le piccole donazioni, abbiamo raccolto 13 milioni di euro: siamo in grado di autofinanziarci. E’ questo il segnale forte che va dato al Paese, e’ questo cio’ che si aspetta l’opinione pubblica, soprattutto in questo momento di crisi, con la gente che sta male e il governo Monti che aumenta la tasse. I partiti rinuncino del tutto all’assistenza di Stato. Noi siamo pronti, la sinistra no. Noi vogliamo contare su contributi su base volontaria, la sinistra li vuole imposti per legge: la differenza – conclude – e’ sostanziale".

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