PdL, rottura o unità fra Berlusconi e Alfano?

E’ da un po’ che il delfino era sotto critica e in pericolo e ieri, Berlusconi, pare abbia detto ai suoi fedeli: “Angelino Alfano non  ha i voti, nessuno può farci nulla… E’ un bravo segretario, ma non ha presa sull’elettorato, non può candidarsi premier. Nessun altro può farlo nel centrodestra, solo io”. Così, sembra ormai certo che il Cav voglia riscendere in campo. Ragionando con i suoi, crede di poter “arrivare al 30%. I sondaggi – ha osservato durante un vertice tenutosi con i capigruppo e i coordinatori in via del Plebiscito – danno il governo in calo, mentre la popolarità nei miei confronti cresce, la gente ha capito che è fallito l’attentato contro di me. Il Pd è in difficoltà e non solo sulla legge elettorale. Bersani non vorrà mai le larghe intese, diamo a lui la colpa… Sarà il Pd ad affossare Monti”. Parole di chi è già impegnato in campagna elettorale e studia le prossime strategie, dopo una fase “low profile” e piuttosto sul depresso, mentre ora, dopo il “lavoro sporco” che viene fatto fare a Monti, le prescrizioni del processo Mills e con le ultime, buone (per lui) novità sul “caso Ruby”, l’uomo di Arcore è tornato di nuovo di ottimo umore ed è pronto a scendere in battaglia.

Alfano: ‘Credo che il Cav scenderà in campo’ Governo, Berlusconi candidato premier e la politica si spacca

Il 5 ottobre si dovrebbe giungere alla sentenza di primo grado per il caso Ruby e, in caso di assoluzione (cosa che pare probabile), l’ex presidente del Consiglio è già pronto a gridare ai quattro venti “il fallito golpe” dei magistrati e a scendere in piazza per riprendere contatto con la sua gente. Ma Angelino Alfano si è messo di traverso ed  insieme alla sua squadra, con cui aveva messo in agenda per fine settembre la data delle primarie, sperando che il Cavaliere si facesse da parte, porta avanti una vera e propria operazione “anti-Berlusconi” nella stanze segrete di via dell’Umiltà. Addirittura ci sarebbe chi ha pensato di uscire allo scoperto per rimettere nella mischia i nomi di Corrado Passera e Luca Cordero di Montezemolo, pur di sbarrare il passo a Berlusconi. Fra questi, pare, anche Denis Verdini e i cosiddetti “quarantenni”, che premono affinché Berlusconi getti la maschera o, meglio ancora, decida una volta per tutte di passare la mano. Ma intanto, dietro le quinte,  le “colombe” del partito “tifano” per un “rassemblement” dei moderati, per un nuovo “Abc” che tenga fuori i “falchi” dei vari schieramenti e rilanci una nuova unità  aperta, ma guidata sempre dal Cavaliere.

Ieri Ignazio Visco, all’assemblea dell’Abi, ha spiegato che quanto a previsioni sul Pil "le analisi e le prospettive della Banca d’Italia sono in via di definizione, usciranno la prossima settimana, ma non sono molto distanti". Tuttavia ha anche avvertito che, se necessario, anche dopo Monti occorrerà una politica di rigore, poiché “l’economia italiana e’ in recessione e secondo le previsioni di consenso, nella media di quest’anno, il prodotto in Italia diminuirebbe di poco meno di 2 punti percentuali".

In questo scenario, "al necessario venire meno degli stimoli pubblici deve supplire l’impulso di riforme strutturali capaci di garantire il potenziamento della nostra macchina produttiva e quindi incremento di occupazione e produttività", ha detto il presidente di Bankitalia che da una parte promuove il governo Monti, ma pare gettare un assist al redivivo Berlusconi, quando dice che “la pressione fiscale ha raggiunto livelli insostenibili per imprese e famiglie ed è ora di una riforma fiscale con un percorso veloce", tutti argomenti con cui il Cavaliere ha vinto a man bassa le passate elezioni.

E nella stessa riunione, Mussari, presidente dell’Abi, ha aggiunto che "la mancata fedeltà al fisco rappresenta la forma più alta di tradimento della ragioni nazionali", ma prosegue chiedendo al tempo stesso "un fisco giusto e chiaro in cui non vi sia spazio per l’abuso di diritto". Sempre Mussari ha difeso la spending review e la riforma del lavoro e sostenuto anche che le banche italiane "sono vittime della crisi", evidenziando che esse sono state e restano "un elemento solido in un Paese solido, una vitale risorsa per la necessaria ripartenza". "Non un euro di potenziale liquidità per imprese e famiglie è stato sottratto all’economia reale", ha assicurato il presidente dell’Abi, evidenziando che la liquidità concessa dalla Bce "è sostitutiva" rispetto al gap tra raccolta e impieghi e "non aggiuntiva".

Tecnicismi che pochi comprendono, ma che occorrerà chiarire nei fatti e negli aiuti agli investitori e alle famiglie, se non si vuole fornire a Berlusconi più di un punto, per la prossima campagna elettorale. (CDS)

NESSUN COMMENTO

Comments