PdL, Perché Alfano nel 2012 – di Calogero Grifasi

Due persone in una sola. Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano ricordano un personaggio di un romanzo di Umberto Eco: un uomo di sessant’anni che perde la memoria in un incidente. Perde tutti quei ricordi legati alle emozioni, mentre ricorda perfettamente quello che non ha vissuto in prima persona, ciò a cui non è legato sentimentalmente, quello che ha letto e studiato. Riesce perfettamente a guidare ed a ricordare quasi tutte le strade, ma non riconosce sua moglie che ha amato da tanti anni, i figli, i suoi nipotini. Il giorno che entra, per la prima volta dal giorno dell’incidente, nel suo negozio di libri antichi, non riconosce nemmeno la sua dipendente, una ragazza dell’est, giovane e carina; così lo assale il dubbio che possa aver avuto una storia con lei. Il silenzio della sua memoria lo disorienta. Yambo, così lo chiamano da sempre gli amici più stretti, è un uomo di cultura. Comincia timidamente ad aprire i preziosi libri del suo negozio e si immerge rapidamente tra una lettura e l’altra, ricordando minuziosamente i fatti storici più importanti e tanti nomi di personaggi illustri. Passano i giorni ed affiora lentamente un uomo diverso che comincia a sperimentare ex novo nuove emozioni. È un vecchio vergine con la esperienza di un bambino e dotato ormai di una formidabile razionalità che non più filtrata dalle emozioni, dai complessi e dai tabù, sconvolge senza pietà familiari ed amici. La moglie lo persuade di passare qualche tempo nella sua casa di nascita, in un paesino della provincia, per rispolverare tutti i quaderni, i libri, i dischi e le foto che i suoi genitori hanno gelosamente custodito in soffitta, nella speranza di poter rivivere attraverso i contenuti del suo passato, i suoi sentimenti e ritrovare così la propria identità. Yambo ritrova i suoi quaderni scolastici, ascolta i vecchi dischi che lo accompagnarono durante l’infanzia, divora i libri e tra ritagli di giornale e vecchie riviste ripercorre quasi tutto il XX secolo. Al suo rientro si riscopre un uomo totalmente rinnovato, irriconoscibile, con opinioni nettamente diverse da quelle dimenticate. Nessuno riesce ad abituarsi all’idea che quell’uomo lì è proprio Yambo.

La figura di Silvio Berlusconi è stata caratterizzata, sin dal momento della sua ascesa al potere, da un forte sentimento di odio da parte delle opposizioni. Silvio fu l’uomo che scese in campo subito dopo lo sterminio della classe politica nell’era di Tangentopoli e Mani pulite. Per molti era l’uomo della rinascita del centro-destra, per altri la continuazione di quel sistema di cose che cercava nomi e volti nuovi per la sua rigenerazione. Dopo quasi vent’anni di carriera politica tortuosa ed irta di ostacoli, tra centinaia di processi ed assoluzioni, tradimenti, diffamazioni, gioie e dolori, il Cavaliere decide di neutralizzare quest’odio attraverso la figura di Angelino Alfano candidato premier 2012, mentre lui avrà la regia dall’alto delle sue vedute, come padre fondatore del partito. Ma non essere odiati non significa necessariamente essere amati. Avrà Alfano quel carisma che un leader deve necessariamente avere?

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