PdL, leader e correnti verso le primarie

La febbre delle primarie ha contagiato il Pdl mandando in tilt le varie correnti. Malpancisti, formattatori, lealisti, ex-forzisti, scajoliani, cattolici, ex-aennini, sudisti, tutti in fermento in vista della corsa per la leadership. Alcuni si sono gia’ lanciati, altri ci stanno pensando. E, verso il 16 dicembre, lo scacchiere del partito potrebbe vedere in campo alleanze inedite e strane convergenze. Tutti, big e peones, sono affascinati dall’idea di scendere in campo per misurarsi e marcare le differenze. Dopo la sconfitta in Sicilia Angelino Alfano ha ufficializzato la sua candidatura, dando il via alla corsa con una road map precisa.

Martedi’ il ‘tavolo delle regole’ ha fissato alcuni ‘paletti’ per partecipare alla sfida: le consultazioni saranno di partito, aperte a tutti, e per presentarsi bisognera’ raccogliere almeno 10mila firme; il 7 novembre l’Ufficio di presidenza del partito si riunira’ per deliberare le ‘regole del gioco’ ed entro il 16 novembre scadra’ il termine per la presentazione delle candidature. A rompere gli indugi prima del segretrio sono stati Giancarlo Galan, Daniela Santanche’, Alessandra Mussolini. Scaldano i motori Guido Crosetto, Giorgia Meloni, Maria Stella Gelmini e Giulio Tremonti. Gianni Alemanno sembra orientato invece a ricandidarsi per il Campidoglio. La corsa alle candidature, pero’, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio con il rischio di balcanizzazione del partito. Senza contare le truppe ‘fedeli’ a Berlusconi, che guardano con scetticismo il meccanismo delle primarie.

Sullo sfondo il rischio di trasformare la corsa al 16 dicembre in un tutti contro tutti che non aiuterebbe il partito a ritrovare la strada in vista delle elezioni politiche. Allo stato, la galassia pidiellina resta molto frastagliata e la cosiddetta mappa del potere si riduce sostanzialmente in due ‘tronconi’ fondamentali (gli ex di Forza Italia e gli aennini), divisi a loro volta in vari gruppi e sottogruppi in continuo movimento, spesso articolati in Fondazioni.

C’e’ chi pensa al ritorno a Forza Italia, chi e’ d’accordo con Berlusconi e lavora per la costruzione un rassemblement di moderati (guidato magari da una personalita’ esterna), e chi invece, in particolare gli ex An, non vuole ritorni al passato e storce il naso difronte a un Monti bis.

 

FEDELISSIMI DEL CAVALIERE – Non possono essere catalogati tra le varie anime del Pdl, ma sicuramente giocano un ruolo fondamentale nelle strategie di Berlusconi. Si tratta di uomini che lo hanno accompagnato sin dall’inizio della sua attivita’ politica o che comunque hanno con lui un forte legame personale. Parliamo dell’ex sottosegretario Gianni Letta, suo braccio destro sin dal ’94, del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, del giornalista Giuliano Ferrara, di Marcello Dell’Utri, delle figlie Marina e Barbara, che, pur escludendo un loro impegno in politica, periodicamente intervengono in prima persona a sostegno del padre.

 

Vanno menzionati anche gli uomini di ‘Publitalia 80′ come Giancarlo Galan (candidato ufficiale alle primarie), Roberto Tortoli (ora tra i piu’ delusi, pronto ad abbandonare il Pdl) e Gianfranco Micchiche’, che ha rotto con il Pdl per fondare un suo partito ‘Grande Sud’ (tra i fedelissimi dell’ex sottosegretario c’e’ Stefania Prestigiacomo). Discorso a parte i legali del Cav, il deputato Niccolo’ Ghedini e il senatore Piero Longo.

 

VECCHIA GUARDIA AZZURRA – Poi c’e’ la cosiddetta vecchia guardia azzurra, formata dai fondatori di Fi come l’economista ed ex ministro Antonio Martino, (che oggi e’ anche presidente onorario della Fondazione di Scajola); l’ideologo Giuliano Urbani, Antonio Tajani, attuale vicepresidente della commissione Ue, e Mario Valducci. Tra gli uomini di fiducia del Cavaliere ci sono pure l’ex sottosegretario e attuale portavoce Paolo Bonaiuti, l’ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, da sempre il plenipotenziario per le tlc, i coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi e Denis Verdini, i deputati Sestino Giacomoni e Valentino Valentini, Deborah Bergamini e Giuseppe Moles, il piu’ stretto collaboratore di Martino.

 

Tra i ‘pretoriani dell’ex premier ci sono pure la ‘movimentista’ Michela Vittoria Brambilla, il ‘falco’ Daniela Santanche’ e l’assistente personale del Cav, la deputata Maria Rosaria Rossi, il vicecapogruppo alla Camera Osvaldo Napoli, il coordinatore regionale in Lombardia, Mario Mantovani, l’ex sottosegretario Aldo Brancher, emissario del Cav presso la Lega prima di Umberto Bossi, ora di Roberto Maroni.Tra i pasdaran berlusconiani spicca Giancarlo Lehner con ‘Nuova Forza Italia’ (mentre Giorgio Stracquadanio ha lasciato il partito e lavora a un nuovo soggetto con ‘Fermiamo il declino’ di Oscar Giannino). Un fedelissimo del Cav e’ certamente il suo ‘delfino’, Alfano, dal luglio 2011 segretario di via dell’Umilta’: in vista delle politiche del 2013, avra’ il difficile compito di traghettare il partito verso la Federazione dei moderati.

 

I QUARANTENNI – Mai organizzati in corrente, sono considerati molto vicini ad Alfano i cosiddetti quarantenni. Quasi tutti azzurri, sono indicati i piu’ papabili della nuova squadra politica che l’ex segretario ha annunciato per rafforzare il partito, nel nome di quel ricambio generazionale invocato da piu’ parti. Qualcuno li ha gia’ ribattezzati gli ‘alfaniani’. Tra di loro ci sono ex ministri come Fitto, Gelmini e Mara Carfagna; ex sottosegretari come Luigi Casero, il ciellino Lupi, Gregorio Fontana, Guido Crosetto (sempre tentato dal correre alle primarie, ma non vuole dare un ‘dispiacere’ al segretario), Beatrice Lorenzin, Jole Santelli, la coordinatrice nazionale dei giovani pidiellini, Annagrazia Calabria, che pero’ e’ legata a un rapporto di amicizia personale con il Cav.

 

MONTIANI – Anche loro berlusconiani della prima ora. Prima ancora del Cav sottolineavano la necessita’ di lavorare ad una progetto dei moderati a sostegno del premier Mario Monti. Tra questi spicca l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini (considerato molto vicino al Quirinale) e la Gelmini. CAMPANI: E’ la folta pattuglia dei parlamentari campani, ancora legata all’ex coordinatore regionale Nicola Cosentino. Tra di loro Edmondo Cirielli, Amedeo Laboccetta, Luigi Cesaro, Marco Milanese (di recente si e’ sfilato l’ex ministro aennino Mario Landolfi in rotta con Cosentino). Non fanno parte del gruppo Carfagna e la deputata di Benevento Nunzia De Girolamo.

 

EX ALLEANZA NAZIONALE – Un’area molto vasta e’ quella costituita dagli ex di Alleanza nazionale che non hanno seguito Gianfranco Fini nella scissione di due anni fa. Contrari all’ipotesi di una grande coalizione, critici nei confronti di Mario Monti e pronti ad abbandonare il Pdl (possibilmente attraverso una separazione consensuale) in caso di ‘spacchettamento’. L’area e’ composta principalmente dai quattro ex-colonnelli di via della Scrofa e dalle loro rispettive correnti: Gianni Alemanno (con la sua Fondazione Nuova Italia), Ignazio La Russa (con ‘La Nostra Destra’), Maurizio Gasparri (con ‘Italia protagonista’) e Altero Matteoli, promotore della Fondazione ‘Liberta’ per il bene comune’. Quest’ultimo di e’ sempre detto contrario a scissioni del Pdl ma non ha fatto mancare le sue critiche all’esecutivo dei tecnici.

 

Tra gli esponenti principali anche l’ex ministro per la Gioventu’, Giorgia Meloni; il deputato Fabio Rampelli (che guida la corrente denominata i ‘gabbiani’); gli alemanniani Barbara Saltamartini e Alfredo Mantovano; l’ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi; il senatore Andrea Augello, leader dell’ala moderata degli ex finiani a palazzo Madama; il vicepresidente del Senato, Domenico Nania. Tra gli ex aennini, c’e’ Francesco Storace, segretario nazionale de ‘La Destra’, tra i piu’ critici nei confronti dell’esecutivo Monti. Molto agguerrita pure Daniela Santanche’, spesso ospite a palazzo Grazioli, paladina del ‘appoggio esterno’ al governo.

 

LIBERAMENTE – Nato nel 2010, ma subito in una posizione di rilievo, il gruppo ruota attorno alla Fondazione ‘Liberamente’, promossa dall’ex ministro Gelmini. Si presenta come luogo di approfondimento culturale per promuovere incontri e dibattiti attraverso attivita’ di studio e ricerca.

 

CIRCOLI E CLUB – Di certo, l’area dei berlusconiani doc raccoglie movimenti come i ‘Circoli del Buongoverno’ di Marcello Dell’Utri, i ‘Circoli della Liberta’ di Michela Vittoria Brambilla (dal febbraio 2010 divenuti ‘Promotori della Liberta’ e usati dall’ex premier come braccio operativo, soprattutto attraverso audiomessaggi) e i Club della Liberta’ di Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti di Montecitorio e tra i fondatori di Forza Italia.

 

TREMONTIANI – Anche se ha annunciato una sua lista e un nuovo soggetto politico per il 2013, Giulio Tremonti sarebbe pronto a candidarsi alle primarie pidielline. Attorno al ministro dell’Economia e alla sua Fondazione ‘ Res publica’ si e’ costituito un gruppo composto da membri di diversa estrazione politico-culturale e in gran parte provenienti dal Nord, forti sostenitori del federalismo fiscale (di qui le affinita’ con la Lega Nord), e di un liberismo temperato. Tra questi, in particolare, i deputati Giorgio Jannone e Gianfranco Conte, quest’ultimo considerato un ‘pontiere’ con l’ala scajoliana.

 

FORMATTATORI: Tra le new entry c’e’ un gruppo di under 30, che vogliono ringiovanire il partito. Nati dalle ceneri dei Club della Liberta’, hanno un dialogo aperto con il segretario Angelino Alfano. Chiedono spazio e puntano a ‘riformattare’ i vertici del partito. Punto di riferimento e’ il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo.

 

SCAJOLIANI – Componente storica e’ quella che fa capo a Claudio Scajola da ultimo molto critica nei confronti del partito: l’ex coordinatore di Fi della cosiddetta traversata nel deserto (1996-2001) puo’ contare su una pattuglia di circa 60 parlamentari, tutti iscritti alla sua fondazione ‘Cristoforo Colombo’ nata nell’agosto del 2010. Il nocciolo duro e’ costituito da Massimo Maria Berruti, Paolo Russo, Ignazio Abrignani, Salvatore Cicu. Nella cerchia piu’ stretta ci sono anche Roberto Cassinelli, Sandro Biasotti, (e’ uscito di recente Michele Scandroglio in rotta con l’ex ministro). Ne fa parte anche Gianfranco Conte, che ha sempre fatto da trait d’union con i ‘tremontiani’.

 

Scajola e’ stato tra i primi a sostenere la necessita’ di andare oltre il Pdl,minacciando la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo. La bufera Finmeccanica ha un po’ frenato le sue ambizioni.

 

I MONTEZEMOLIANI – Nel novembre 2011 i deputati Roberto Antonione, Giustina Destro e Fabio Gava hanno lasciato la corrente scajoliana e sono usciti dal Pdl, formalizzando la costituzione all’interno del gruppo Misto della componente ‘Costituente popolare liberale-Pli’: guardano con attenzione alle grandi manovre di ‘centro’ e non hanno nessuna intenzione di ‘tornare nell’ovile berlusconiano’.

 

GLI EX PSI – Nel Pdl c’e’ un altro nucleo storico, quello formato dagli ex socialisti come l’ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, leader del Nuovo Psi. Ci sono poi l’associazione ‘Noi Riformisti Azzurri’ di Alessandro Colucci, la ‘FreeFoundation’ creata dall’ex ministro Renato Brunetta e ‘Riformismo e Liberta’ (con il periodico L’Ircocervo) del capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che si rivolge all’area del riformismo laico, liberalsocialista e cattolico riformista.

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