PdL in continuo movimento, fra chi resta e chi va – di Gabriele Polizzi

Roberto Formigoni intervistato – udite udite! – dall’Unità: cosa non farebbero le testate di sinistra per creare scompiglio nel centrodestra. Forse non sanno che a destra sono bravissimi a incasinarsi da soli, senza l’aiuto di nessuno. “Non ce ne andiamo. Il Pdl-Forza Italia è la nostra casa. Perché dovremmo lasciare?": non ha dubbi il senatore del PdL che, parlando delle divisioni interne al partito, dice: “Le chiamerei sensibilità, posizioni. Sono tre, destinate a diventare due. C’è il gruppo, ormai poco numeroso, di chi voleva la morte secca del governo Letta. Ci siamo noi, gli alfaniani, ci siamo opposti e il leader ci ha dato ragione". Sull’ipotesi di una deriva centrista Formigoni risponde: "Nessun pasticcetto di centro. Il rischio di annacquarsi esiste anche per il centrosinistra. Dipende da quello che sapremo fare fino al 2015". Sul ruolo di Berlusconi, l’ex governatore della Lombardia aggiunge: "E’ il leader di 9 milioni di italiani e resta il nostro punto di riferimento, seppur in modo diverso". Insomma, “diversamente berlusconiani”, direbbe Alfano.

Sandro Bondi, Coordinatore PdL, la pensa così: “La questione morale che ho posto e che continuero’ a porre, fino a doverla sciogliere alla fine con una scelta personale, e’ la seguente: possiamo separare la questione del governo da quella della tutela dello Stato di diritto e della difesa del presidente Berlusconi da una terribile persecuzione giudiziaria che minaccia di estrometterlo dal Parlamento con un ruolo attivo e sprezzante del Pd? Questa questione morale e’ decisiva anche per il futuro del centrodestra, che non avrà alcuna legittimita’ morale e politica di fronte ai nostri elettori se nasce abbandonando Berlusconi al suo destino". Senza Berlusconi, nessun futuro.

Renato Brunetta, presidente dei deputati azzurri, ce l’ha con “Fassina, con Franceschini, con Epifani. Ma anche con Letta, perché quando dà per archiviata una stagione politica si sbaglia e dimentica che soltanto gli elettori possono voltare pagina, non i giochi di palazzo".

Gianfranco Rotondi, uno dei “lealisti” del PdL, spiega: “Dicono bene gli amici Fitto e Bondi: senza Berlusconi non abbiamo legittimità politica e morale. E’ importante rimanere vicini al nostro leader, tenendo unito il progetto che ha creato azzerando tutto e confrontandoci con la celebrazione di un congresso. Siamo un solo gruppo, con una identità in divenire".

Maurizio Gasparri (Pdl), vice presidente del Senato, invita tutti a tenere unito il partito, e ad occuparsi piuttosto “di Iva da diminuire, visto che il suo aumento impoverisce famiglie e fisco, di Imu che non può essere pagata sulle prime case, di lavoro. Affrontiamo poi uniti l’inaudita e gravissima violazione della Costituzione ai danni di Berlusconi. Non facciamo ciò che vuole la sinistra e che massacra il centrodestra”.

Intanto Gianni Alemanno annuncia che oggi è il suo ultimo giorno del PdL: “domani aderisco a Officina per l’Italia, Berlusconi lo sa da inizio estate". "L’iniziativa lanciata dal partito Fratelli d’Italia – spiega – è il tentativo di creare un nuovo soggetto politico di centrodestra, che non si chiamerà però Alleanza nazionale", aggiunge. Un possibile coinvolgimento di Gianfranco Fini? "No, Fini ha deciso di uscire dalla politica, e di scrivere libri".