PdL, il ritorno di Silvio – di Roberto Pepe

Son convinto che se il grande Guareschi campasse ancora avrebbe scritto una nuova sceneggiatura: Iil ritorno di Don Silvio! A differenza di alcuni parlamentari o ex peones o colonnelli  del PdL che avevano giurato fedeltà eterna al grande innovatore della politica italiana, che l’aveva veramente svecchiata dai vecchi, conformati sclerotici partiti post-prima repubblica, penso che se Silvio Berlusconi non si presenterà come leader trascinatore, il PdL svanirà nelle fauci del cosiddetto Terzo  Polo. Infatti quelli che all’interno del PdL vanno insinuando che speravano che il Cav restasse nell’ombra – per il bene del partito, beninteso -, lo fanno semplicemente perché si erano ormai sputtanati vendendo la pelle dell’orso, creduto anzitempo morto e sbranato, ma ancora nascosto in letargo, vendendosi ai cugini ex affossatori del centro-destra FLI e UDC che ora sono i primi a sperare in un piccolo spazio di sopravvivenza. 

Persino i più accreditati giornalisti di tutte le testate vanno a “sfruculiare” l’intellighenzia berlusconiana frastornata, ponendo sempre le domande in maniera insidiosa (alla Fazio, tanto per intenderci) che scaturiscono esclusivamente dal proprio ego di antiberlusconismo congenito: “Ma è vero quello che si dice… (lo pensano solo loro); ma se il Cav sarà premier, l’Europa che dirà? Ho sentito dire che all’interno del PdL molti non sono contenti. E’ vero?…”.

E’ chiaro che un esponente del PdL deve, in questo caso, stare sempre sulla difensiva e controbattere, anziché proporre le nuove esigenze del partito e manifestare un eventuale nuovo corso, … in maniera positiva!

Noi, su ItaliaChiamaItalia, siamo stati forse gli unici ad annunciare molto tempo prima, la necessità di un rientro di Berlusconi, ma solo per un motivo pragmatico e non ideologico. Si è constatato che Alfano è ancora troppo giovane (politicamente) per il tipo di votanti del centrodestra del PdL e sicuramente non avrebbe potuto raggiungere le cifre di preferenze da record berlusconiane. Abbiamo anche purtroppo sottolineato che il duo Casini e Fini (che avrebbero potuto essere gli eventuali eredi) si sono disimpegnati cercando un nuovo spazio nel terzo polo e quindi si è arrivati alla ovvia conclusione che il Cavaliere aveva l’obbligo categorico di scendere nella tenzone politica, magari solo per acciuffare un po’ di voti e poi attuare una condivisione con Alfano per qualche ruolo importante, tale da “scafarlo” ed immetterlo nel circuito internazionale.

Pertanto ritengo che coloro (ex PdL) che sparano a zero contro il ritorno di Silvio, facciano molto male, soprattutto a se stessi, che rischiano di prendere due sonori ceffoni: uno dal Cav e l’altro dal popolo votante. Si impegnassero invece a cucire e ricucire vecchi strappi, che in politica si dimenticano presto i torti (anche i più atroci)! Ascoltate queste parole, che fra qualche tempo le riproporremo come attestato di preveggenza politica!

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