PdL, Forza del Sud ci lascia perplessi – di Margherita Genovese

Il sottosegratario Gianfranco Miccichè,durante l'assemblea costituente di Forza del Sud,movimento politico di Gianfranco Miccichè oggi 30-ottobre-2010 (Teatro Politeama).ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Abbiamo il sospetto che i partiti che nascono dalla costole dei grandi, nonostante le belle parole che sprecano per convincere il popolo delle loro buone intenzioni, nascondano piuttosto interessi di parte che mal si conciliano con il bene del Paese. Nel centenario dell’Unità di Italia, così celebrata e difesa, che c’azzecca una Forza del Sud che si stacca dal Pdl? Vuole remare da sola? o remare contro? Il dubbio che Miccichè sia espressione degli antichi rancori contro una Lega che continua a marcare le differenze, che la sua formazione cerchi il riscatto dal fallimento dell’utopia meridionalista e si proponga come nuova ripercorrendo in direzione opposta gli stessi schemi leghisti, ci lascia perplessi sull’opportunità della scelta.

Come ci appaiono lontani i tempi dell’auspicato bipolarismo perfetto, perfettamente metabolizzato dall’elettorato alle ultime elezioni politiche, con il pensionamento dei tanti replicanti buoni solo a ingurgitare rimborsi elettorali e a ostacolare qualsiasi progetto di riforma!

A volte ritornano, con Bonelli e Ferrero e Giordano, e perfino con la seconda generazione di rompiballe, come con l’illustre precaria Russo Spena ormai sdoganata dall’incauto Brunetta.

Non ci sentiamo proprio di avallare le ragioni di chi nelle divisioni vede esempi di libertà e democrazia. Abbiamo percepito in tutto questo proliferare di personaggi e schieramenti collaterali, il desiderio legittimo di non affondare con la nave berlusconiana in apparente deriva, ma ugualmente ce ne sentiamo amareggiati.

Questo di tanta speme oggi ci resta? Pezzi di retroguardia che disertano dai comuni ideali e si lasciano andare a piccole schermaglie di disturbo nuocendo all’unità necessaria? In nome di una illusoria riscossa che non può avvenire senza il cambiamento epocale nel quale continuiamo a credere?  Speriamo che mettano da parte le loro ambizioni velleitarie sostenendo come deve essere il nuovo segretario Alfano, che riesce a coniugare il vecchio e il nuovo, senza tradire, senza rinnegare.

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