PdL e Lega, Berlusconi e Bossi sempre più distanti – di Gabriele Polizzi

Quella che si è aperta è una settimana importantissima per ciò che riguarda il futuro dell’Italia. Domani la manovra economica arriva in Parlamento: aspra sarà certamente la battaglia politica fra maggioranza e opposizione, a colpi di interventi ed emendamenti. Berlusconi nei giorni scorsi ha detto: "Ho fatto quanto dovevo per evitare una forte crisi dei nostri titoli, ora tocca al Parlamento".

Ma la diversa visione delle cose non c’è solo fra destra e sinistra. L’attenzione in queste ore è soprattutto concentrata sulla maggioranza. PdL e Lega sembrano infatti sempre più distanti, almeno a seguire le recenti dichiarazioni dei leader dei due partiti, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.

Il Senatur in un comizio l’altra sera ha detto che avrebbe continuato a difendere le pensioni degli italiani – "Non si toccano le pensioni della povera gente" – sottolineando anche che è ora di riorganizzare la Padania, perchè "l’Italia va giù", quindi "dobbiamo cominciare a prepararci". Certo non è questione di "domani, ma per dopodomani la Padania arriva". L’abbiamo fatta entrare nella testa della gente, ha rivendicato, ma adesso bisogna passare dalle parole ai fatti, "se si vuole che il futuro sia dei migliori".

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Secondo il leader leghista, ormai la gente lo ha capito "che l’Italia sta finendo, sta finendo male e bisogna prepararsi al dopo", e il dopo "per noi è la Padania", visto che "il centro-sud munge tutte le risorse del centro-nord, questo è il problema". Per questo è necessario, sempre secondo Bossi, "salvare il salvabile nel modo più giusto possibile",; Bossi rivendica anche di aver bloccato l’aumento dell’Iva: "lo voleva il partito di Berlusconi", attacca, ma noi abbiamo detto no, perchè "se si aumenta l’Iva i commercianti iniziano ad aumentare la roba e dicono che è colpa del governo che alza le tasse". Veri e propri toni da campagna elettorale.

Questa volta però il presidente del Consiglio non ci sta, e replica all’Umberto padano: Italia giù? Certamente no, perchè "l’Italia ci sarà sempre", altro che Padania. Silvio Berlusconi non nasconde la sua disapprovazione: non è affatto d’accordo con l’alleato leghista, e lo dichiara pubblicamente: "Mi spiace, questa volta, di non essere d’accordo con il mio amico Umberto Bossi. Sono profondamente convinto che l’Italia c’è e ci sarà sempre", afferma in una nota il premier, che ha proseguito: "Celebriamo i 150 anni di unità di un Paese che ha sempre saputo reagire con grande orgoglio alle difficoltà che la storia gli ha posto innanzi. Un Paese che è unito, con un Nord e con un Sud che sono partecipi di una comune storia e di un comune destino". Insomma, il Cav ci ha dovuto mettere una pezza: il suo, al contrario di quello di Bossi, è un partito di respiro nazionale, che guarda all’Italia dalle Alpi alla Sicilia, passando per tutto l’Appennino. Se a Bossi interessa solo – legittimamente – preoccuparsi del proprio orticello, Berlusconi guarda al Paese intero. E certo non può permettere che il suo maggiore alleato pesti i piedi al Mezzogiorno in continuazione. Parole pesanti quelle di Bossi, dalle quali il Cav non ha potuto non prendere le distanze in maniera netta.

Con questo clima si apre una delle settimane più importanti per il nostro Paese. Sempre più in bilico i rapporti, dunque, all’interno della maggioranza di governo. Lo dimostra anche la pernacchia che Bossi ha rivolto ad Angelino Alfano, segretario del Popolo della Libertà: "Alfano è un bravo ragazzo però…", e poi una sonora pernacchia. Così proprio non va. Cosa si sarà messo in testa il leader della Lega? Lui lo ha sempre detto: senza Berlusconi non si va da nessuna parte. E allora? Ci mancava anche questa, in mezzo a tutto il caos che gira intorno alla manovra economica…

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