PdL, dietro Alfano c’è sempre Berlusconi – di Marco Zacchera

Il tempo corre veloce ed è già passato giusto un anno da quando Alfano è diventato leader del PdL con l’obiettivo di rilanciare il partito che nel frattempo ha lasciato il governo, ha perso l’alleanza con la Lega Nord e cerca con difficoltà di trovare una propria linea condivisa in vista delle prossime elezioni.

Quando a Roma Angelino Alfano – era il primo luglio 2011 – si presentò per il debutto l’emozione in tutti fu forte, dando l’impressione che il giovane leader siciliano avesse la forza e anche il carisma di progressivamente sganciarsi dalla ingombrante presidenza di Berlusconi per vivere di luce propria.

Un anno è passato, ma purtroppo non è andata così: il Cavaliere è sempre lì a condizionare ogni tentativo di affrancamento e non so se Berlusconi si renda conto che questa sua presenza rischia di essere davvero un freno per permettere un rilancio del PdL nel quadro di una rinnovata unità del centro-destra. Una settimana fa Berlusconi ipotizzava un suo rientro da leader, ora dice invece che sarà Alfano il leader e lui un potenziale ministro delle finanze: un continuo “stop and go” che non serve a nessuno se non a fare confusione.

Nel frattempo la struttura del partito è rimasta sulla carta, si aspettano le “primarie” (ma non si sa come, quando e con chi) e il tempo passa, inesorabile, avvicinandosi le elezioni che – senza fatti nuovi – rischiano di riconsegnare l’Italia nelle mani della sinistra.

Dobbiamo sperare che alla potenziale alleanza PD-UDC si oppongano almeno Vendola e Di Pietro, unico modo (grazie anche a Grillo) di spaccare il fronte della sinistra per dare al centro-destra qualche speranza di successo? Angelino, tira fuori la grinta e conquistati il tuo spazio o rischi che arrivi presto già ora di passare la mano!

*già deputato PdL, sindaco di Verbania

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