PdL, Con Alfano la riorganizzazione del partito – di Giampiero Pallotta

Da Orvieto, davanti allo stato maggiore del partito riunito per la “Scuola di formazione politica” voluta da Sandro Bondi, il segretario generale Angelino Alfano ha ribadito la linea del Pdl: leali con il governo Monti, ma non a “scatola chiusa”. E da detto “chiaro e forte”: “Non ci faremo dettare l’agenda dei prossimi mesi da Pd e Udc”.  Ed e’ per questo che aveva disertato il vertice con Mario Monti e i leader di Pd e Udc che, sottobanco, si eran accordati per commissariare la Rai e fare qualche “giochino” sulla giustizia.

Lo stesso vertice si terrà questa settimana, ma partendo da basi diverse. Ha ricordato che ora le priorità che il governo Monti deve affrontare sono tre: lavoro, lavoro e lavoro. Qual e’ la missione del governo tecnico? Ridurre lo spread, tenere in ordine i conti pubblici, mettere al sicuro i risparmi degli italiani e il rilancio dell’economia per creare piu’ posti di lavoro. Mario Monti e’ arrivato a Palazzo Chigi con questi compiti e non altri. Tutto il resto può anche essere d’interesse del governo, ma non e’ di esclusiva competenza del Consiglio dei Ministri, ma del Parlamento.

Monti ha la fiducia del Pdl, del Pd, dell’Udc. Senza il partito di Berlusconi Monti non esiste. Così come senza il Pd. Potrebbe invece esistere senza i voti dell’Udc. La politica e’ fatta di rapporti di forza. E questo permette a Monti di agire in una condizione straordinaria che gli ha consentito finora di governare per decreto legge, mentre a Berlusconi fu reso difficile e talvolta impossibile, ma prima o poi la “straordinarietà” finisce.

Alfano sta affermando la sua leadership e per farlo il Pdl deve essere sempre meno legato all’immagine di Silvio Berlusconi che, infatti, per non creare intralci al segretario, ha rinunciato ad andare ospite a "Porta a Porta” e poi ha preferito volare in Russia dal suo amico Putin piuttosto che intervenire ad Orvieto. Possiamo essere certi che e’ iniziata la riorganizzazione del Pdl sotto la guida di Angelino Alfano che non e’ disposto a partecipare ai giochini di Palazzo di Bersani e Casini e tantomeno continuare a far pagare al Pdl un prezzo più alto di quello che ha già pagato con le dimissioni di Berlusconi. Il Pdl sarà leale con Monti, ma andrà avanti con la “schiena dritta” e la bandiera sventolante.

Quanto alle imminenti elezioni amministrative, il Pdl si sta preparando con ottimismo e consapevolezza che il risultato, quale esso sarà, non influirà alle politiche del 2013. E’ questa la condizione migliore per ricostruire un partito con la “P” maiuscola e renderlo meno carismatico e più strutturato, pure riconoscendo a Berlusconi di essere stato il perno del partito che ha fondato, fatto crescere e consolidato. Nel Pdl si e’ coscienti che finora il partito e’ stato trainato da una persona con grande carisma che oggi esiste ancora, ma che si e’ molto defilata e ciò deve essere compensato con la costruzione di un partito degno di questo nome. Un partito essenzialmente composto da persone “per bene” che rivendichino con forza la sua storia. Il Pdl e’ l’unico partito che ha fatto largo alla nuova generazione dei giovani.

Angelino Alfano e’ nato il 31 ottobre 1970 (neppure 42 anni), mentre in tutti gli altri partiti imperano ancora i dinosauri incapaci di staccarsi dallo stile politico dell’inciucio della prima Repubblica. Assistiamo in tutto il mondo ad una crisi di civiltà ed e’ in atto anche una profonda trasformazione di come far politica e questo sta accadendo anche in Italia. Cosa e’ successo in Italia di fronte a questa crisi? E’ successo che un governo legittimo, che non era mai stato sfiduciato, per responsabilità e “amor di patria” ha deciso di fare un “passo di lato” senza che l’opposizione, che poteva legittimamente pensare di vincere le elezioni, abbia insistito per andare al voto. Se non e’ crisi della politica questa! Ma della politica dei partiti non si può fare a meno. Per concepire il sogno di come deve essere gestita la società non si può fare a meno dei partiti e della politica, ma di quella buona, di quella seria, gestita da galantuomini e non da politicanti furfanti ed avventurieri abituati all’inciucio per mantenere o aumentare i loro vergognosi privilegi e continuare a gabbare il popolo bue. Incrociamo le dita sperando che una nuova era politica sia iniziata.

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