PdL, Berlusconi prepara la sua rimonta – di Margherita Genovese

A "Porta a porta" e’ andata in onda ieri la rappresentazione "plastica" di un Paese in crisi, non solo economica ma perfino di identita’, che si aggrappa fortemente ai ricordi migliori. E li ripropone caparbiamente. Berlusconi insiste persiste e sussiste. Non molla la presa e punta ad invadere il campo da gioco, sicuro di poter riprendere in mano il pallone e magari fare gol. E’ un pazzo  visionario? Un povero illuso? Ha rimosso tutte le vicende personali e giudiziarie, più o meno artefatte, che lo hanno reso impresentabile  agli occhi del mondo e che ne hanno segnato il declino? A questo punto, talmente alta deve essere la considerazione che ha di se’ e talmente potente deve ritenere la sua forza di persuasione, che i più scettici cominciano ad avere dubbi sulla rappresentazione disastrosa che i media nazionali e internazionali fanno di lui e dei suoi simpatizzanti.

Ci deve essere uno zoccolo duro del popolo moderato che preferisce credere ancora in lui piuttosto che farsi infinocchiare dai più "orridi" professionisti della politica che aspettano di brindare sul suo cadavere.

I sondaggi che Vespa ha illustrato mostrano comunque un aumento delle percentuali di gradimento del partito negli ultimi giorni. E siamo certi che da qui a due tre mesi qualcuno potrebbe sorprendersi. Del resto, la cura da cavallo che il tedesco Monti ha imposto agli italiani non produrra’ quegli effetti che i giornali stanno celebrando sulla scia delle dichiarazioni entusiastiche dei tanti piccoli leader che pensano di salire sul carro vincente della candidatura del Professore.

Monti, se per vanita’ dovesse decidere di entrare nella mischia, si fara’ male, e ne uscira’ bastonato. Gli italiani non lo amano, e non intendono metterlo sull’altare della patria, se non, e forse, come precario alto funzionario dello Stato Italia che e’ servito quanto basta a domare la bestia tedesca.

Certo, il premier Monti e’ un esempio di virtu’ germaniche che ci ha reso universalmente graditi alle superpotenze, ma l’italiano verace e’ ancora attaccato alle sue peculiarita’ di genio e sregolatezza e non sopporta troppo a lungo le briglie. Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia e non sa quello che trova!

E quello che il popolo ha trovato dopo Berlusca e’ stato rigore rigore rigore. Ieri il Cavaliere ha toccato i tasti giusti: l’Imu sulla prima casa e’ iniqua, il nostro spread alto porta alti benefici alla Germania, le nostre migliori imprese diventano preda dei colonizzatori internazionali. Tutto il resto e’ folklore. La fidanzata, le giravolte, la dilazione della data del voto, l’anatema di Maroni su di lui: gli elettori di centrodestra se ne fregano del Berlusconi privato o furbetto, e guardano a quello che il suo ritorno in pista puo’ cambiare sulle tasse e sul rigorismo dei bocconiani. Liberta’ finalmente, dal cappio che li sta soffocando.

A "Porta a Porta” la  pazienza di Bruno Vespa e il suo stile colloquiale e rispettoso hanno lasciato spazio a un Berlusconi lanciatissimo, a tratti prepotente, ma lucido e sicuro della rimonta. I giornalisti in studio hanno opposto resistenza, ricordandogli l’anno horribilis che lo ha costretto alle dimissioni, ma non sono riusciti a scalfire la sua determinazione e la sua capacita’ di rimpallo. E certo non e’ finita qui. Ne vedremo delle belle. 

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