PdL, Berlusconi: ‘Non metto soldi nelle amministrative’. Vuote le casse del partito

Durante l’ultimo vertice PdL tenutosi a Palazzo Grazioli, si è parlato – fra le altre cose – di elezioni amministrative: si è discusso della strategia politica da portare avanti e di alleanze, ma anche di campagna elettorale e dei fondi per garantire non solo quella delle amministrative, ma anche quella delle elezioni politiche del 2013. Il colpo di scena di Silvio Berlusconi è stato quasi inaspettato: "Non metto soldi nelle amministrative", ha detto il Cav. E così  per quanto riguarda il voto di primaversa il PdL è sempre più nel caos: non solo ancora non sono chiare le candidature, ma ora c’è anche il problema di dove trovare i soldi per finanziare la campagna elettorale del partito, le cui casse sono sempre più vuote.

Rocco Crimi, tesoriere PdL, lancia l’allarme: è necessario, afferma, prendere decisioni in fretta e bene sul finanziamento delle campagne elettorali (sia le amministrative di maggio che le prossime politiche) ma anche sull’assetto giuridico da dare a tutta la materia. Dopo il caso Lusi, nessuno vuole essere preso con le mani nel sacco: un pò in tutti i partiti c’è preoccupazione circa le problematiche connesse alla trasparenza delle spese e dei contributi.

“Noi vogliamo che sia tutto trasparente nella certificazione delle spese, ma certo servono regole nuove”, ha detto Crimi.

Sarà per questo che Angelino Alfano, uscendo da Palazo Grazioli, ha subito "cinguettato" su Twitter che il PdL farà una proposta per riformare con apposita legge i partiti, definendone lo stato giuridico, le regole di democrazia interna e i criteri contabili. Silvio ha lasciato il conto sul tavolo, e un partito come il PdL, abituato ad avere sempre il Berlusca a tappare i buchi, ora ha un altro problema da risolvere: quello dei quattrini.

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