PdL, Berlusconi dà forfait: rinviata la ‘ridiscesa’ in campo. Pd sospetta bluff

La ‘ridiscesa’ in campo di Silvio Berlusconi e’ stata rinviata. Il Cavaliere non si e’ presentato all’appuntamento all’Ergife dove era atteso alla convention dei Cristiano Riformisti. Certo, la cornice non era forse delle migliori per il Gran Ritorno. Gia’, prima dell’arrivo del Cavaliere, sui siti circolavano interviste-video ad alcuni anziani condotti a loro ‘insaputa’ all’iniziativa dell’Ergife. Circa in 150, caricati su tre pullman, sono stati portati dal centro anziani don Giorgio Talkner di Fiumicino all’hotel sull’Aurelia. E non a prendere il fresco. La sala della manifestazione, infatti, era torrida.

Il problema e’ che non tutti gli anziani erano al corrente della meta della gita e lo hanno raccontato ai cronisti presenti. Insomma, non proprio un gran allestimento per la prima uscita da ri-candidato in pectore Berlusconi.

E’ cosi’ e’ toccato ad Angelino Alfano chiudere la convention dell’Ergife. E’ stato lo stesso segretario ad annunciare il forfait: "Berlusconi non prendera’ parte all’evento a causa di un impegno che lo ha trattenuto". Un forfait che alimenta i sospetti di chi pensa che quello del Cavaliere sia soltanto un bluff. Un sospetto che aleggia nel Pdl ma anche negli avversari. "Vuoi vedere che alla fine sara’ un altro il candidato premier?", osserva un autorevole dirigente del Pd. "Berlusconi si e’ rimesso in pista per ricompattare il Pdl che stava andando a pezzi, ma alla fine chissa’ se si ricandidera’ veramente…". Del resto, la motivazione con cui e’ stata annunciata la ridiscesa in campo, ovvero il sondaggio che attesterebbe il Pdl al 30 per cento con Berlusconi candidato, sembra non essere cosi’ solida. Oggio Repubblica.it ha pubblicato un sondaggio di Ipr Markenting che smentisce l’effetto Cavaliere.

Secondo la rilevazione, infatti, "un’eventuale coalizione composta da Popolo della Liberta’, Lega e altre formazioni di centrodestra guidata da Berlusconi otterrebbe il 30% dei consensi, esattamente gli stessi in grado di conquistare un identico schieramento con Angelino Alfano candidato premier". Una ‘consolazione’ per il segretario che, comunque, conferma assoluta lealta’ e nega ogni delusione per lo sviluppo inatteso della situazione.

"Credo che il capo del partito abbia tutto il diritto e i titoli per decidere di farlo e per chiedere un giudizio agli elettori e un nuovo mandato" da presidente del Consiglio. Nel pomeriggio Diego Volpe Pasini aveva dato a Radio24 (per poi ritrattare successivamente) un’altra immagine della situazione. "Alfano e’ in condizioni psicologiche molto difficili perche’ e’ stato catapultato in un ruolo non suo. Ieri a Palazzo Grazioli ha anche pianto"

Con il rientro in pista del Cavaliere, se alla fine sara’ effettivamente cosi’, non ci saranno le annunciate primarie del Pdl. E Alfano condivide la scelta: le primarie "sono un metodo che condivido e sposo e’ il metodo migliore per scegliere un candidato diverso da Berlusconi che e’ il candidato naturale e posso dire che in questo caso di primarie non c’e’ bisogno".

E comunque c’e’ chi propone di non archiviarle definitivamente, come Guido Crosetto. "Se le primarie non servono piu’ per individuare il candidato del Pdl alla presidenza del Consiglio nulla ci vieta di trasformarle in primarie per la segreteria del partito e mantenere cosi’ la parola spesa su questo fronte". In sostanza, spiega, non si tratterebbe di aprire la strada a corse per la successione ad Alfano, ma di offrire al segretario in carica la possibilita’ di un mandato rinnovato e rinvigorito dal voto della base del Pdl.

Intanto, c’e’ anche chi, esplicitamente, da’ voce a quanti sono perplessi sulla decisione di Berlusconi di ricandidarsi. Lo fa Gianfranco Micciche’ che a domanda risponde lapidario: "Non sono d’accordo".

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