PdL, Berlusconi ‘bacchetta’ i formattatori: ‘Con 10 ragazzotti non si governa’. E guarda a Casini

Sono convinto che se facciamo la federazione dei moderati possiamo vincere, ma dobbiamo essere uniti. Silvio Berlusconi rilancia il progetto di federare le forze moderate in vista del 2013, lasciando intendere che non si puo’ fare a meno dell’Udc e di Luca Cordero di Montezemolo per ‘coprire’ il vuoto lasciato dagli elettori del centrodestra al centro. Il Cavaliere parla davanti all’assemblea dei gruppi del Pdl a Montecitorio. Non c’e’ il pienone dei tempi d’oro. Mancano alcuni big: Franco Frattini, Paolo Romani, Giulio Tremonti, Daniela Santanche’. Assenti anche Claudio Scajola (a Imperia per la commemorazione della scomparsa del padre) e Raffaele Fitto (a Bari per il processo ‘La Fiorita’, che lo ha visto assolto dall’accusa di falso).

Ci sono, invece, molti ‘pezzi da novanta’ come Marcello Dell’Utri, Giuseppe Ciarrapico e Beppe Pisanu e, naturalmente, tutto lo stato maggiore di via dell’Umilta’. Alle prese con un partito diviso, l’ex premier chiede piu’ volte di fare gioco di squadra, lasciando da parte malumori e rancori altrimenti si rischia di perdere.

In particolare avrebbe bacchettato i cosiddetti ‘formattatori’ (critici verso la linea del partito) facendo esplicitamente riferimento a un articolo pubblicato sul ‘Giornale’ il 28 maggio scorso: tutti noi siamo necessari, io la penso cosi’, non e’ che dieci ragazzotti possono governare l’Italia, e’ giusto rinnovare ma i giovani vanno accompagnati nel cambiamento. 

Berlusconi ha quindi assicurato che la sinistra non ha la vittoria in tasca e che i moderati non devono consegnare alla sinistra il loro Paese, perche’ chi lo facesse si assumerebbe una gravissima responsabilita’ e non potrebbe stare piu’ nel Ppe. In particolare, avrebbe ribadito la necessita’ di convincere Pier Ferdinando Casini a essere della partita, perche’ in Europa stiamo insieme del Ppe.

Anche Angelino Alfano avrebbe affrontato l’argomento: quelli che pontificano tutti i giorni sulla necessita’ di riunificare i moderati cosa vogliono? Non vogliamo mettere il cappello su questo progetto di unire i moderati, non abbiamo volonta’ di comando, l’unica cosa che non siamo disposti a fare e’ scomparire, avrebbe avvertito in sostanza l’ex Guardasiglli.

Noi siamo arrivati al punto massimale della nostra offerta, oltre questo punto c’e’ solo la nostra scomparsa e noi non ci stiamo, perche’ siamo orgogliosi della nostra storia, avrebbe aggiunto. Piu’ di qualcuno in platea avrebbe interpretato le parole del segretario come un messaggio diretto al senatore Pisanu, tra i piu’ scettici sui contenuti del progetto della ‘Casa dei moderati’.

Il Cavaliere avrebbe, quindi, invitato tutti a non mostrare incertezza su di noi, ribadendo di aver lasciato palazzo Chigi solo per senso di responsabilita’ nei confronti del Paese, che sta attraversando un momento particolarmente difficile sul piano economico-finanziario. A tal proposito l’ex premier avrebbe elogiato il coordinatore nazionale Denis Verdini per il lavoro svolto dopo lo strappo di Fini al fine di garantire una maggioranza di governo.Non poteva, poi, mancare il capitolo delle riforme e un richiamo all’operato del Quirinale. Berlusconi ha rilanciato il semipresidenzialimo alla francese, tornando a sfidare il Pd sulla legge elettorale a doppio turno.

‘Bisogna avere la consapevolezza che il Paese cosi’ e’ ingovernabile e lo dimostrano i 56 governi che ci hanno preceduto. Tutto e’ delegato al presidente della Repubblica o ai presidenti delle due Camere o all’Aula. Ricordo infatti che il capo dello Stato non apri’ all’ipotesi del decreto nel momento in cui dovevamo intervenire subito cosi’ come l’Europa ci aveva chiesto’.

In particolare, Berlusconi avrebbe spiegato che occorre una riforma della Costituzione sul modello francese perche’ con l’attuale sistema abbiamo governato tanti anni, ma con un capo dello Stato espressione di un’altra forza politica. In tanti hanno letto questo passaggio come una velata critica all’attuale Presidente della Repubblica, ma il Cavaliere avrebbe subito precisato che non si trattava di una critica nei confronti di Napolitano: come tutti voi sapete io ho rispetto e ho sempre nutrito profonda stima per il nostro presidente della Repubblica, che considero un uomo equilibrato, anche se le radici non si dimenticano.

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