PdL, Alfano: Ci candidiamo alla guida del Paese, nostra ricetta è la migliore

Angelino Alfano è stato ospite questa mattina della trasmissione ‘Agora’ su Raitre, condotta da Andrea Vianello. Il segretario del PdL ha parlato, fra le altre cose, di riforme, di PdL, di Europa.

Parlando del momento politico che vive attualmente l’Italia, secondo Alfano Pd e Udc stanno facendo di tutto per “sabotare il governo”: da diversi giorni continuano a ripetere “di non vedere l’ora che arrivi il 2013 per tirare fuori da ogni disegno di responsabilità il Popolo della libertà”. Eppure, fa notare il segretario azzurro, se proprio Pd e Udc non ce la fanno a starci vicino, allora “perché adesso stanno con noi? Dicano chiaro che con noi non ci vogliono stare”. E poi, continuano a ripetere che il PdL vuol fare cadere il governo: “mi viene da pensare che il loro sia un auspicio. Noi non lo facciamo cadere, se Bersani e Casini ritengono di farlo cadere lo facciano cadere loro".

Parlando di PdL, Alfano ha detto che le primarie del partito potrebbero svolgersi lo stesso giorno di quelle del Pd. Per quanto riguarda i vari candidati, beh, Alfano ci sarà sicuro. Certo è, scandisce l’ex guardasigilli, che “mi aspetto una bellissima gare delle idee". "C’è bisogno di una campagna elettorale trasparente, dove noi siamo da una parte, Bersani dall’altra e Casini deve scegliere con chi stare oppure scegliere di andare da solo. I cittadini devono sapere in anticipo e devono fare una scelta sapendo quali saranno le alleanze".

Il PdL “ha l’ambizione di guidare il prossimo governo perche’ un governo fatto da Bersani, Di Pietro e Vendola non lo riesco a immaginare, mentre l’alleanza Bersani-Casini prenderebbe meno del Pd di Veltroni nel 2008. Poi se Casini va a fare la stampella di questo centrosinistra me ne dispiace, ma vuol dire che siamo solo noi l’alternativa". “I nostri sondaggi ci danno al 21 percento, che non e’ molto ma non e’ neanche il 16-17 percento. Paghiamo la caduta del nostro governo, paghiamo il sostegno a quello attuale, non abbiamo il prosciutto sugli occhi. Noi ci candidiamo alla guida di questo paese consapevoli che abbiamo una ricetta economica migliore di quella del centrosinistra: meno debito pubblico, meno spesa pubblica e quindi meno sprechi; tutte queste cose insieme vogliono dire anche meno tasse”.

Per quanto riguarda la riforma costituzionale, “siamo chiamati a una scelta. In questo momento al Senato la gara è fra due blocchi: uno che vuole lasciare tutto così com’è, capeggiato dal Pd, e noi. L’anno prossimo ci potrebbe essere un presidente della Repubblica votato direttamente dai cittadini. La sceneggiata della sinistra ha un solo scopo: scegliere il presidente nelle segrete stanze dei palazzi ed evitare che lo votino i cittadini".

E la legge elettorale? “Ci sono due punti: primo, i cittadini devono scegliere il proprio deputato e il proprio senatore, che non devono essere messi nelle liste dei partiti ma scelti dai cittadini. Secondo punto, gli italiani devono sapere chi sarà il presidente del Consiglio".

MONTI IN EUROPA Secondo Angelino Alfano esistono “due ‘Mario’ che ci possono portare al successo: Balotelli e Monti. La partita di stasera la vedo nella città più bella del mondo che secondo me è Agrigento". E tornando a Monti: “Saremmo insoddisfatti di un ritorno a mani vuote del presidente del Consiglio. Abbiamo formulato tre proposte: eurobond, project bond e cambio di missione della Bce. Siamo consapevoli che Monti non puo’ tornare a casa con tutti questi risultati, ma vanno lasciati sul tavolo”. "La nostra consapevolezza e’ che nel momento attuale nessuno Stato puo’ salvarsi da se’: la salvezza non ci sarebbe per nessuno ad eccezione della Germania. Ma, anche in questo caso, la Merkel dovrebbe avere lo sguardo lungo, per capire che, se crolla tutto intorno alla Germania, cosa se ne fa dello sviluppo economico?”.

“Berlusconi non ha mai detto di voler tornare alla Lira. Noi non siamo euro-scettici. Quello che noi abbiamo detto a Monti e’ che non vogliamo un’Italia inginocchiata. Se poi invece altri e la sinistra vogliono vedere un’Italia inginocchiata in Europa, affare loro”.

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