PdL, Alfano: ‘Puntiamo ancora su Berlusconi’. E il Cav pensa a Forza Italia

(RAVAGLI)- ROMA 13 LUGLIO 2012 CONVENTION CRISTIANO RIFORMISTI NELLA FOTO ANGELINO ALFANO FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} **PAROLE CHIAVE** CRISTIANO RIFORMISTI CONVENTION CENTRODESTRA POLITICA ANGELINO ALFANO DAYS

Addio primarie, addio sogni di gloria per l’ex guardasigilli. Angelino Alfano torna a ribadire che solo Silvio Berlusconi può risollevare le sorti del Popolo della Libertà. Durante l’intervista con Maria Latella su Skytg24, il segretario del PdL afferma: “La candidatura di Berlusconi sara’ impiantata su qualcosa di molto solido. Gli italiani devono pronunciarsi su un pezzo di storia italiana e sulle modalita’ oscure con cui il nostro governo e’ caduto". Modalita’ oscure, argomenta il segretario del Pd, "perche’ in fondo noi ci siamo dimessi perche’ i numeri in Parlamento erano stati debilitati dal comportamento di Fini alla Camera, ma anche per una fortissima aggressione nei nostri confronti". “Berlusconi – aggiunge Alfano – merita un nuovo giudizio da parte dell’elettorato e una nuova chance per come sono andate le cose nell’autunno scorso. In campagna elettorale ci sara’ un tentativo da parte della grande stampa di far passare il messaggio che noi non possiamo vincere, ma io dico che non ci sarà sciopero della speranza e che andremo avanti per vincere”.

Il ritorno in prima linea del Cavaliere brucia in qualche modo Alfano, che da mesi ormai veniva indicato come candidato premier nel 2013: ma lui non se la prende. "Tra l’ambizione e la riconoscenza, io metto la riconoscenza al primo posto", sottolinea. "Io pretendo di essere giudicato per quello che sono. Nel mio essere uomo c’e’ la riconoscenza. Io riconosco di essere in politica perche’ lo ha voluto Silvio Berlusconi. Il riconoscere a lui tutto questo e’ rappresentativo del mio essere uomo. Sono un uomo politico, ma sono primo di tutto un uomo".

Alfano durante l’intervista dice no all’uscita dall’euro: "L’euro ha un problema enorme, bisogna dare maggiori poteri alla Bce".
 
Alla summer school della fondazione di area PdL ‘Costruiamo il futuro’, il segretario ribadisce il suo sostegno convinto alla candidatura a premier di Berlusconi: “Sono stato il primo a dire che per me e’ la scelta giusta e che saro’ al suo fianco: e’ la candidatura piu’ forte per tornare a vincere. Si e’ aperta una gazzarra su di me, sul fatto che sarei un po’ deluso, ma credo in un sistema in cui l’ambizione personale non deve prevalere sui valori”.
 
Intanto il PdL è in piena effervescenza. Giorgio Stracquadanio, uno dei falchi berlusconiani, ha lasciato il partito. Da lunedì farà parte del gruppo misto alla Camera. Silvio torna in campo? “E’ la conferma che il PdL non esiste, Berlusconi è al tramonto”, sostiene. "Mi metto a disposizione di un progetto liberista e libertario, che difenda il blocco sociale rimasto deluso dal Pdl".

Non così Lamberto Dini, senatore PdL 80enne, che non ha alcuna intenzione di mollare il partito (e dove potrebbe “riciclarsi” alla sua età?). Per il senatore la ‘ridiscesa’ in campo di Silvio Berlusconi, "se ci sara’, perche’ non ha ancora deciso", rappresenta un fattore positivo nella situazione data: "Senza Silvio, il Pdl sarebbe crollato". E alle elezioni, si potra’ pure finire all’opposizione, ma con un partito forte.

Forse Dini parla così perché proprio lui potrebbe essere uno dei parlamentari su cui Berlusconi è tentato di mettere una croce.

Intanto pare che il Cavaliere sia pronto a “riesumare” Forza Italia. E il PdL, con nome e logo? Non si butta via niente, e questo Gianfranco Rotondi lo sa: se Berlusconi rottama il PdL, dice l’ex ministro, io chiedo il rottame. “Ho i titoli per proseguire un cammino non avendo fatto io gli errori che hanno portato il governo alla fine e il centro destra allo sbando. Ho voglia di parlare alla nostra gente che mi riconosce quello che il partito non mi riconosce, di essere stato fedele a Berlusconi, di averlo protetto in tutte le curve pericolose senza nessun interesse personale. In questo spirito, se a questo giro serve contraddire lo farò per eccesso di affetto”.

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