PdL, Alemanno: Stop a Berlusconi, ora il partito punta su Alfano

Gianni Alemanno, ospite di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ su Rai3, non ha dubbi: un ritorno di Silvio Berlusconi alla guida del PdL e soprattutto alla guida del Paese è "impensabile". Per il sindaco di Roma è "ineluttabile un cambio della guardia", il Cavaliere ha fatto il suo tempo, il suo percorso da leader è finito. Che resti pure il "padre nobile" del partito, come ha detto lo stesso  ex premier, ma nulla di più. Adesso il PdL è guidato da Angelino Alfano, "c’è un congresso da fare, si è voltato pagina". Certo, non ci si deve dimenticare di Berlusconi, ma è necessario che sia "una nuova classe dirigente" ad andare avanti, sottolinea Alemanno, che poi punta il dito contro la Lega: di un alleato così, afferma, il PdL non sa che farsene.

Oggi come oggi il Carroccio, "per come si presenta, non credo sia un alleato accettabile. Porta ancora nel simbolo l’accenno all’obiettivo secessionista". Nella Lega è in atto un ricambio, vediamo che succede "e cerchiamo di capire se prevarra’ lo spirito secessionista o quello federalista che era prevalente quando la Lega era nostro alleato".

Con Alemanno non si poteva non affrontare il problema numero uno che vive Roma in questo periodo, quello della sicurezza: "Ci vuole quella compattezza che si e’ manifestata in Campania o in Sicilia. Ci vuole un argine per dire che la capitale non puo’ essere colonizzata da queste forze", da mafia e criminalità organizzata in generale. L’aggressività della criminalità è "notevolmente aumentata" negli ultimi mesi: "sarà la crisi economica, ma e’ come se la criminalita’ territoriale fosse diventata piu’ aggressiva e la criminalita’ di stampo mafioso tenti di penetrare il tessuto economico delle grandi citta’ in maniera piu’ virulenta". Ma l’impegno del Comune a combattere ogni forma di mafia è fortissimo.

COPPIE DI FATTO Per Alemanno è "sbagliato che i comuni si intromettano" sul tema del registro delle unioni civili. "E’ un tema tipicamente nazionale. E’ il Parlamento che deve decidere se e’ ammissibile un’idea del genere. Io personalmente continuo a credere nella famiglia fondata sul matrimonio".

PATTO STABILITA’ "Se il governo non cambiera’ le regole, saremo tutti costretti a violare il patto di stabilita’". Il primo cittadino ha sottolineato che "tutti i Comuni nel 2012 saranno sotto pressione per il taglio delle risorse e i vincoli del patto".

TAXI: VANNO DIFESI "E’ sbagliato prendersela con la povera gente. I tassisti per me sono povera gente e vanno difesi. Pensare che mettere mille licenze in piu’ sblocca l’economia del Paese mi sembra insufficiente". Secondo il sindaco di Roma, le liberalizzazione dovrebbero andare contro i "poteri forti". Ricordiamo che la lobby dei tassisti ha contribuito non poco alla vittoria di Alemanno a Roma.

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