PdL, Alemanno: Bene Alfano premier nel 2013, sì a primarie e preferenze

"Uscire dal PdL per reare un altro partito? Non se ne parla nemmeno": Gianni Alemanno è stato il protagonista de "La Telefonata" di Maurizio Belpietro, programma che va in onda su Canale5. Il sindaco di Roma Capitale conferma la sua fiducia nel Popolo della Libertà e boccia l’ipotesi di creare un nuovo partito: "Non esiste. Ho partecipato alla fondazione del Pdl, ho detto ‘no’ quando Fini e’ uscito. Vado avanti perche’ credo nel Pdl, e’ il primo partito nella storia italiana che mette insieme il centro e la destra". Massima fiducia quindi nel partito guidato da Silvio Berlusconi e da Angelino Alfano, "ma voglio che sia vincente e di rinnovamento", perchè "ci vuole aria fresca, bisogna andare avanti".

Alfano esprime in parte questo rinnovamento: Alemanno crede in lui, "l’ho votato" ed è "in pole position per partecipare alle primarie": allo stesso tempo, il sindaco della Capitale sollecita l’ex Guardasigilli "a realizzare il suo programma di cambiamento. Questo ci aspettiamo da lui".

Alemanno, che – in vista della scadenza elettorale – vorrebbe "continuare a fare il sindaco", invita il governo a rilanciare la sua azione, a fare le riforme necessarie per il Paese e i giusti interventi strutturali, perchè altrimento "nel 2013 non arriviamo bene".

La verità è che perdere non piace a nessuno: "Non possiamo andare alle elezioni e farci sconfiggere da Pisapia o De Magistris. I candidati a presidente della Regione o a sindaco vanno scelti con le primarie" e gli altri con "le preferenze degli elettori". "Aria fresca", propone il primo cittadino di Roma: e le preferenze potrebbero aiutare. "Bisogna smetterla con i candidati calati dall’alto. Se ci sono le preferenze, tanto di cappello, ma se le liste sono calate dall’alto, qualche sospetto c’e’ sempre".

Parlando della "sua" città, Alemanno spiega che il problema attuale di Roma è, fra gli altri, quello che riguarda la nuova emergenza legata alla guerra fra bande per la conquista del territorio: "il conflitto tra bande territoriali che si contendono lo spaccio della droga" è accesissimo. "Dobbiamo vincere questa emergenza come le altre".

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