PdL, Adesso Santo Versace lasci la poltrona – di Ricky Filosa

Da calabrese a calabrese, senza peli sulla lingua, mi sento di dire a Santo Versace: hai fatto una minchiata. Lasciare il PdL perchè? Perchè a te piace lavorare e all’interno del partito non lo puoi fare? E chi lo dice? Conosco tanti parlamentari del Popolo della Libertà che si danno da fare alla grande, in Parlamento e sul territorio. Senza aspettare il permesso del Capo, ma rimboccandosi le maniche e lavorando; certamente ne conosco altri che a Roma vengono solo a pigiare un bottone, che non sanno parlare l’italiano in maniera corretta, che capiscono di politica come ne capisce una foca. Tutti frustrati. Alcuni di loro li rivedi oggi nel Fli di Gianfranco Fini. Ma lo stesso vale per le altre forze politiche: non è che nel Pd, nell’Udc o nell’Idv siano tutti geni o acculturati. Tant’è. La scelta di Versace, anche nei tempi – ieri era il 75esimo compleanno di Berlusconi – mi provoca grande disgusto. Un regalo avvelenato per il premier, di cui non si sentiva affatto il bisogno.

Già durante la giornata di ieri fonti parlamentari pidielline, commentando con ItaliaChiamaItalia la decisione del fratello del famoso stilista di moda, "non lo rimpiangeremo", confessavano. Questo e’ poco ma sicuro. Versace in questi 3 anni di legislatura si è distinto ben poco per la sua attività politica. Ora radio, giornali e tv lo vogliono, perchè l’informazione non ha pietà e cerca il sangue per fare audience. Un po’ come era successo con Fini, ve lo ricordate? Il presidente della Camera durante lo strappo con Berlusconi, e nelle settimane successive, era onnipresente, i media parevano essersi innamorati di lui all’improvviso. Ma poi il fascino dell’ex leader di An si è afflosciato, sgonfiato, ed oggi tutta quell’attenzione nei confronti di Gianfry non c’è più. Lo stesso varrà per Versace, che per ora ha trovato posto nel Gruppo Misto e chissà domani a quale porta busserà. Futuro e Libertà lo vuole: venga con noi, hanno detto i futuristi, con la sete di parlamentari che hanno. Figurati. Giornalisti schierati a sinistra lo applaudono: bravo Santo, hai fatto bene. Certo, loro – insieme a tutta l’opposizione – se il PdL perde un pezzo godono; se il Governo va sotto, per loro è ogni volta una libidine. Una libidine coi fiocchi. Ma Santo Versace questo lo sa?

E pensare che è stato il Cavaliere a volerlo con forza capolista del PdL in Calabria. Forse lealtà e riconoscenza per alcuni sono parole che non significano niente. Peccato. Santo ora potrà lavorare di più, stando fuori dal PdL? Barzellette. Se avesse davvero quella dignità che proclama, dovrebbe dimettersi e tornare a casa, a condividere con la sinistra (?) Donatella il portafoglio pieno e le parole al vento. Dice che Silvio lo ha scelto per portare il suo potenziale di imprenditore nel Sud, ma noi, conoscendo bene quel territorio, abbiamo il forte dubbio che sia stato nominato come e insieme a quei portatori d’acqua che vengono dal mondo dello spettacolo e della moda per attrarre la parte più spensierata e gossipara dell’elettorato: è già successo a destra e a sinistra, con i vari Jerry Scotti,  Gino Paoli, la pur brava Iva Zanicchi, e perfino, in tempi di contestazione, con la pornostar Ilona Staller. Non meni il can per l’aia, il trasformista Versace, lasci la poltrona a qualcun altro più laborioso e meritevole.

ricky@italiachiamaitalia.com

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